Un database di feci per l'addestramento dell'IA

Un utente di Reddit, Ill_Car_7351, ha recentemente messo in vendita un database di oltre 150mila immagini di feci, raccolte tramite un'app di analisi con intelligenza artificiale. Le immagini, provenienti da circa 25mila utenti, sono state classificate e annotate nel corso degli anni e ora il proprietario cerca di monetizzarle.

Nella sua pubblicazione su r/DHExchange, un subreddit dedicato allo scambio di grandi dataset, l'utente ha dichiarato: «Ho accumulato un database di qualcosa di prezioso, ma non è quello che potresti aspettarti... 150mila immagini di feci». Il post ha suscitato reazioni contrastanti: alcuni utenti hanno espresso orrore, come chi ha scritto «Quando avevo 5 anni la maestra mi ha insegnato a leggere. Ora mi pento di essere andato a scuola», mentre altri hanno ironizzato sulla natura insolita della transazione.

PoopCheck: l'app che analizza le feci con l'IA

Le immagini provengono da PoopCheck, un'applicazione sviluppata da Soft All Things che utilizza l'intelligenza artificiale per valutare la salute intestinale attraverso l'analisi delle feci. Secondo la descrizione dell'app, il sistema impiega la Scala di Bristol delle feci e tecniche avanzate di riconoscimento delle immagini per fornire un «punteggio giornaliero di salute intestinale».

La Scala di Bristol classifica le feci in sette categorie, dalla n.1 («grumi duri, simili a sassolini») alla n.7 («liquide, senza parti solide»). L'app offre anche una community online con oltre 151mila «feci condivise», dove gli utenti possono pubblicare immagini delle proprie evacuazioni per ricevere commenti e valutazioni da altri membri. Tuttavia, la condivisione non è automatica: al momento dell'upload, l'utente deve esplicitamente scegliere se rendere pubblica l'immagine.

Preoccupazioni per la privacy e l'etica dei dati

La vendita di un database così sensibile solleva gravi questioni sulla privacy e l'etica. Nonostante l'anonimizzazione dei dati, la natura altamente personale delle immagini potrebbe consentire l'identificazione indiretta degli utenti. Inoltre, l'uso di questi dati per scopi medici o di addestramento dell'IA non è regolamentato in modo chiaro, lasciando spazio a potenziali abusi.

Alcuni utenti della community hanno espresso preoccupazione per la salute degli altri membri, arrivando a consigliare farmaci come l'ivermectina in risposta a post che ipotizzavano la presenza di parassiti o tumori. Questo evidenzia come un'applicazione pensata per il monitoraggio della salute possa trasformarsi in uno spazio di discussioni mediche non supervisionate, con rischi per gli utenti meno informati.

Il futuro dei dati sanitari raccolti dalle app

Il caso di PoopCheck solleva interrogativi più ampi sul trattamento dei dati sanitari da parte delle applicazioni. Mentre alcune piattaforme garantiscono trasparenza e consenso informato, altre operano in un'area grigia, dove la privacy degli utenti è messa a rischio per interessi commerciali o di ricerca. La vendita di dataset così sensibili sottolinea la necessità di regolamentazioni più stringenti e di una maggiore consapevolezza da parte degli utenti riguardo a come i loro dati vengono utilizzati.

Per ora, il database rimane disponibile per chi fosse interessato, ma la sua stessa esistenza pone una domanda scomoda: fino a che punto siamo disposti a condividere la nostra salute — e i nostri corpi — con il mondo digitale?