Il film "The Pirate King", diretto da Josh Plasse, nasce da una storia personale che tocca profondamente il regista. Il protagonista, interpretato da Rob Riggle, è ispirato allo zio di Plasse, il capitano Todd Willis, un veterano dei Marines che ha combattuto in Afghanistan. Dopo aver vissuto esperienze traumatiche, il personaggio di Gillis si trova a fare i conti con il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e con una dipendenza, toccando il fondo della sua esistenza.
Ma è proprio in questo momento di crisi che Gillis scopre una comunità inaspettata: un gruppo di appassionati di rievocazione storica dei pirati. Plasse, alla sua prima regia di un lungometraggio, racconta a Den of Geek durante il SXSW di aver affrontato una sfida narrativa complessa: bilanciare la leggerezza della commedia con la profondità dei temi trattati.
"Il tono del film è difficile da catturare. Devi mantenere la leggerezza della rievocazione pirata, ma anche la verità concreta di ciò che questi veterani stanno vivendo. Ho dovuto dedicare molto tempo a preparare come affrontare la storia, a trovare il filo conduttore e a decidere come rappresentarlo. Non potevo deludere questa storia, perché era così vera per mio zio, per me stesso e per la mia città natale. Mi avrebbe imbarazzato." Josh Plasse
Per prepararsi al meglio, Plasse ha collaborato con Mission 22, un’associazione no-profit che aiuta veterani e le loro famiglie a recuperare, riconnettersi e ricostruire la propria vita dopo il servizio militare. Attraverso questa collaborazione, il regista ha partecipato a una ruck run per Stop Soldier Suicide, correndo 22 miglia con uno zaino da 22 libbre.
"A quel tempo, 22 veterani si toglievano la vita ogni giorno in questo paese. Una statistica sconvolgente. In totale, 121 persone muoiono ogni giorno per suicidio negli Stati Uniti. Quindi, quasi un sesto di loro sono veterani. Un numero inaccettabile."
Durante le ricerche per il film, Plasse ha intervistato oltre 100 veterani e ha scoperto che molti di loro evitavano di parlare delle proprie difficoltà post-service.
"Non vogliono parlarne perché c’è ancora uno stigma. Pensano che più se ne parla, più il problema si diffonde. Altri, invece, dicono: 'È okay essere vulnerabili. È okay avere conversazioni reali e affrontare argomenti difficili, perché dobbiamo porre fine a questo problema'. È stato un compito pesante e difficile, perché non volevo alienare nessuno, ma sapevo che era necessario affrontare l’argomento."
Il risultato è "The Pirate King", una storia che esplora la ricerca di una nuova comunità da parte di un veterano, trovando inaspettatamente un rifugio tra gli appassionati di pirati. La scelta di Rob Riggle come protagonista non è casuale: l’attore, prima di diventare un volto noto della televisione e del cinema, è stato ufficiale dei Marines, raggiungendo il grado di tenente colonnello prima di congedarsi nel 2013.
"Volevo fare giustizia a questa storia e, soprattutto, ai miei colleghi veterani. Ognuno ha portato una prospettiva unica e specifica, rendendo ogni giorno di lavorazione un’esperienza straordinaria di apprendimento e crescita." Rob Riggle