Un nuovo strumento basato sull’IA per anticipare la diagnosi di ADHD
L’intelligenza artificiale può analizzare i dati sanitari elettronici di routine per stimare con precisione il rischio di sviluppare ADHD nei bambini, anche anni prima di una diagnosi tradizionale. Lo rivela uno studio pubblicato su Nature Mental Health, che apre la strada a interventi precoci e supporti mirati per migliorare gli esiti a lungo termine.
Come funziona la tecnologia
I ricercatori hanno sviluppato un modello di intelligenza artificiale in grado di esaminare le cartelle cliniche elettroniche di oltre 140.000 bambini, con e senza ADHD. Analizzando dati comportamentali, clinici e di sviluppo fin dalla nascita, l’algoritmo ha imparato a riconoscere combinazioni di eventi che spesso precedono di anni una diagnosi di ADHD.
Il modello si è dimostrato altamente accurato nel prevedere il rischio futuro di ADHD nei bambini di età pari o superiore a 5 anni, con prestazioni coerenti indipendentemente da sesso, etnia, razza o status assicurativo. Tuttavia, non si tratta di un sistema diagnostico autonomo, bensì di uno strumento di supporto per i medici di base e gli specialisti.
Un aiuto per evitare ritardi nella diagnosi
«Questo non è un medico artificiale», spiega Matthew Engelhard, coautore dello studio e ricercatore presso il Dipartimento di Biostatistica e Bioinformatica della Duke University. «È uno strumento che aiuta i clinici a ottimizzare tempo e risorse, garantendo che i bambini che ne hanno bisogno non rimangano senza supporto per anni».
L’identificazione precoce potrebbe portare a diagnosi tempestive e, di conseguenza, a interventi più rapidi, con benefici significativi per gli esiti accademici, sociali e sanitari dei bambini con ADHD.
Le parole degli esperti
«I bambini con ADHD possono affrontare grandi difficoltà quando i loro bisogni non vengono compresi e non ricevono il supporto adeguato».
Naomi Davis, autrice dello studio e professoressa associata di Psichiatria e Scienze del Comportamento alla Duke University, sottolinea l’importanza di collegare le famiglie a interventi tempestivi e basati su prove scientifiche.
Prossimi passi e limiti della ricerca
Gli autori dello studio sottolineano la necessità di ulteriori ricerche prima che strumenti simili possano essere utilizzati nella pratica clinica. Attualmente, l’IA funge da supporto decisionale per i medici, ma non sostituisce il giudizio clinico.
Hill e Engelhard hanno già esplorato l’uso dell’IA per prevedere altri rischi e cause di disturbi mentali negli adolescenti. Lo studio è stato finanziato dal National Institute of Mental Health e dal National Center for Advancing Translational Sciences.
Perché l’ADHD viene spesso diagnosticato tardi
- I sintomi possono essere confusi con comportamenti tipici dell’infanzia.
- Mancanza di screening sistematici nei primi anni di vita.
- Accesso limitato a specialisti in alcune aree geografiche.
Il ruolo dell’IA nella salute mentale infantile
Questo studio rappresenta un passo avanti significativo nel campo della salute mentale pediatrica. L’analisi predittiva basata sull’IA potrebbe rivoluzionare l’approccio alla diagnosi precoce, consentendo interventi mirati e personalizzati.
Tuttavia, gli esperti avvertono che l’adozione di questi strumenti richiede cautela, garantendo che siano utilizzati in modo etico e trasparente, senza sostituire il ruolo fondamentale dei professionisti sanitari.