L’intelligenza artificiale generativa sta rivoluzionando il modo in cui lavoriamo, permettendo a una singola persona di svolgere compiti che un tempo richiedevano l’intervento di interi team. Un marketer può oggi creare asset per campagne, analizzare dati e generare contenuti su larga scala. Un product manager può prototipare, testare e iterare senza dipendere dagli sviluppatori, mentre i programmatori possono produrre codice di alta qualità con l’aiuto di macchine. Questo fenomeno ha dato vita al concetto di “individuo superpotenziato”, capace di sostituire il lavoro di molte persone.

Di fronte a questa trasformazione, molti si chiedono se la collaborazione umana stia diventando obsoleta. Se l’IA può replicare o potenziare le capacità cognitive di più individui, perché continuare a lavorare in squadra, con tutte le sue complessità e attriti? Tuttavia, la nostra esperienza con aziende all’avanguardia suggerisce che il lavoro di squadra non scomparirà, ma evolverà profondamente. Tom è uno psicologo organizzativo e autore del libro I, Human: AI, Automation, and the Quest to Reclaim What Makes Us Unique, mentre Dorie è una speaker e consulente che aiuta le aziende a reinventarsi di fronte all’IA. Insieme, abbiamo osservato come le organizzazioni stiano sperimentando l’uso di agenti AI per testare strategie, gestire funzioni chiave come finanza e operations, e persino operare come team di sviluppo quasi autonomi.

Nonostante queste innovazioni, siamo convinti che il lavoro di squadra rimarrà fondamentale, seppur con profonde trasformazioni. In particolare, prevediamo tre cambiamenti chiave:

1. La composizione dei team cambierà

I team diventeranno più piccoli e agili, poiché i singoli potranno svolgere più compiti autonomamente. Inoltre, i team includeranno sia contributori umani che non umani. In questo nuovo scenario, non sarà più sufficiente che pochi membri siano “bravi con l’IA”: la literacy digitale dovrà diventare una competenza di base per tutti.

Le squadre dovranno sviluppare norme condivise su temi emergenti, come:

  • Quando affidarsi all’IA (e quando evitarla);
  • Comprendere i compromessi tra velocità e qualità, efficienza e precisione, lavoro a basso e alto valore;
  • Interrogare gli output dell’IA e integrarli con il giudizio umano.

I team più efficaci saranno quelli che sapranno premiare non solo l’uso efficiente dell’IA, ma anche la capacità di individuarne gli errori. In pratica, potrebbe essere necessario rendere la “scetticismo verso l’IA” una parte formale delle valutazioni delle prestazioni.

2. Il focus dei team si sposterà verso obiettivi strategici

Oggi, molti team si concentrano su attività logistiche: analisi, reportistica e coordinamento tra reparti. Tuttavia, con l’IA che gestisce queste operazioni in modo più rapido ed efficiente, questo tipo di collaborazione transazionale rischia di diventare obsoleto. Il vero valore del lavoro di squadra, invece, risiederà nella collaborazione relazionale.

I leader dovrebbero investire consapevolmente nella costruzione della fiducia, promuovendo interazioni di qualità e momenti di confronto in presenza. La sicurezza psicologica è fondamentale, ma altrettanto lo è il conflitto produttivo. L’obiettivo non è la armonia, ma il dibattito costruttivo che porta a soluzioni innovative.

In questo nuovo contesto, il lavoro di squadra assumerà un significato ancora più profondo, diventando un elemento centrale sia del lavoro che dell’identità professionale. Quando le persone si collegano profondamente attraverso obiettivi e attività condivise, l’esperienza diventa altamente significativa.

3. Il lavoro di squadra diventerà più significativo

Con l’IA che si occupa delle attività ripetitive, i team potranno concentrarsi su ciò che davvero conta: la creatività, l’innovazione e la connessione umana. Questo non solo renderà il lavoro più appagante, ma anche più strategico per le organizzazioni.

In sintesi, l’IA non eliminerà il bisogno di collaborazione umana, ma lo trasformerà. Le squadre del futuro saranno più agili, più strategiche e più orientate al valore umano. La chiave del successo non sarà sostituire le persone con le macchine, ma trovare il giusto equilibrio tra tecnologia e intelligenza collettiva.