Il sindaco di New York Zohran Mamdani e la presidente del Consiglio cittadino Julie Menin hanno concordato di posticipare la scadenza del 1° maggio per la presentazione del bilancio esecutivo, in attesa di trovare soluzioni per colmare il deficit di 5,4 miliardi di dollari della città.
Secondo quanto riportato da Politico, le due figure istituzionali valuteranno anche la richiesta di un maggiore sostegno finanziario dallo Stato e una revisione della tassa statale sulle entità di passaggio (PTET), che secondo le stime genererebbe un miliardo di dollari aggiuntivi in entrate.
La proposta, che verrà annunciata ufficialmente domani, include anche un'estensione del bilancio oltre il 1° maggio a causa del ritardo nell'approvazione del bilancio statale.
Le modifiche alla PTET mirano a tassare i redditi più alti, poiché secondo un report del Manhattan Institute di E.J. McMahon, quasi tutti i beneficiari di questa tassa sono milionari. Mamdani, che ha fatto della tassazione dei ricchi uno dei punti chiave della sua campagna, ora si trova a dover affrontare un problema strutturale: New York non può aumentare autonomamente le tasse sul reddito o sulle società senza l'approvazione dello Stato.
Il governatore Kathy Hochul ha già espresso la sua opposizione a simili aumenti, proponendo invece una tassa sulle seconde case dal valore superiore ai 5 milioni di dollari, che secondo le stime porterebbe nelle casse statali circa 5 milioni di dollari all'anno.
La revisione della PTET rappresenta quindi un tentativo di tassare i ricchi senza aumentare le imposte generali, ma il problema di fondo rimane: il deficit di New York è destinato a crescere. Secondo la Citizens Budget Commission, il divario finanziario potrebbe raggiungere i 10 miliardi di dollari nei prossimi anni.
Il sindaco dovrà quindi decidere se continuare a perseguire politiche di tassazione aggressiva nei confronti dei contribuenti più abbienti, rischiando di spingere molti di loro a lasciare la città. Attualmente, i milionari rappresentano meno dell'1% dei contribuenti a New York, ma versano il 37% delle imposte sul reddito cittadine.