In un recente episodio del Big Technology Podcast, Mark Cuban ha condiviso consigli pratici per i giovani in cerca di lavoro in un mercato del lavoro sempre più instabile. Secondo l’imprenditore e miliardario, i neolaureati dovrebbero evitare di puntare esclusivamente sulle grandi aziende, che hanno già bloccato le assunzioni per ruoli entry-level, soprattutto in ambiti come l’ingegneria del software e la programmazione.

La strategia vincente? Sviluppare competenze avanzate in intelligenza artificiale e offrire i propri servizi alle piccole e medie imprese. «Se mi stessi laureando oggi o fossi un 16enne in cerca di lavoro, imparerei tutto sull’AI e mi presenterei alle PMI dicendo: “Lasciatemi entrare”», ha dichiarato Cuban. «Queste aziende hanno bisogno di qualcuno che gestisca i loro sistemi AI, che li aggiorni e li modifichi costantemente. È un ruolo cruciale e una fonte di reddito ricorrente».

Cuban ha ripetuto questo consiglio anche a sua figlia, prossima alla laurea e già assunta in una società di consulenza. «Chi non sa utilizzare l’AI per il vibe coding o per interagire con agenti come Claude rischia di essere sostituito», ha avvertito. «L’AI non è solo una moda passeggera: è un potente strumento di democratizzazione della conoscenza, ma il suo valore dipende da come lo si utilizza».

L’imprenditore, noto per il suo approccio pragmatico all’innovazione, ha più volte sottolineato i rischi dell’AI, definendola in passato come un «stagista ubriaco». Tuttavia, riconosce che la tecnologia sta avendo un «impatto rivoluzionario», soprattutto per chi sa sfruttarla per apprendere e migliorare le proprie competenze. «Chi usa l’AI per imparare avrà sempre un vantaggio sugli altri», ha spiegato. «Chi invece la utilizza solo per evitare il lavoro, come un assistente inaffidabile, finirà per faticare».

Secondo Cuban, chi non si aggiorna sull’AI e non utilizza modelli linguistici avanzati (LLM) rischia di restare indietro. «Ci sono sempre stati i pionieri e i negazionisti», ha osservato. «I primi finiscono quasi sempre per avere successo, e oggi vale lo stesso con l’AI».

In un futuro prossimo, Cuban prevede una netta divisione tra le aziende: quelle che sapranno integrare l’AI e prosperare, e quelle che chiuderanno i battenti. «Nei prossimi tre anni, ci saranno solo due tipi di aziende: quelle che eccellono con l’AI e quelle che falliranno», ha affermato. «La transizione sarà dolorosa, ma chi sa pensare criticamente avrà sempre un ruolo».