Mike Tomlin ha lasciato la panchina dei Pittsburgh Steelers dopo quasi due decenni, senza una conferenza stampa né una spiegazione ufficiale. La sua decisione, annunciata durante la prima apparizione televisiva su NBC nello show NBA Showtime, ha colto di sorpresa molti appassionati.
Tomlin, che ha guidato la squadra dal 2007 senza mai chiudere una stagione con un record negativo, ha motivato la scelta con una riflessione personale e organizzativa. «C'è una solitudine nel leadership», ha dichiarato. «Ho pensato fosse il momento giusto per me, sia dal punto di vista personale che professionale. E, onestamente, anche per l'organizzazione.»
Il tecnico ha sottolineato come la squadra, pur avendo atleti di valore come Cam Heyward, T.J. Watt e Chris Boswell, non riuscisse più a ottenere risultati soddisfacenti nei playoff. Gli ultimi successi risalgono alla stagione 2016, quando gli Steelers vinsero una partita di postseason prima di essere eliminati dai Chiefs, squadra che avrebbe poi draftato Patrick Mahomes.
La striscia negativa attuale è la più lunga nella storia della franchigia dal 1972, quando la squadra vinse il suo primo titolo ai playoff con l'Immaculate Reception. Ora i tifosi si chiedono se la squadra possa migliorare con una nuova guida tecnica.
Tomlin ha lasciato intendere che, forse, ha sfruttato al massimo un roster non più competitivo ai massimi livelli. «Chi ha criticato Tomlin negli ultimi anni potrebbe rendersi conto che, senza di lui, gli ultimi 19 anni sarebbero stati diversi», ha osservato l'analista. Un monito chiaro per chi sperava in un cambio di rotta.
Per anni, il messaggio rivolto ai tifosi che chiedevano il suo allontanamento è stato coerente: «Fate attenzione a ciò che desiderate».