Due giocatori statunitensi hanno avviato una causa legale contro Nintendo of America, accusandola di voler trattenere i rimborsi doganali ottenuti dal governo federale invece di restituirli ai consumatori che hanno pagato prezzi più alti per i prodotti Nintendo.

La class action, depositata ieri presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto occidentale di Washington, chiede di rappresentare tutti gli acquirenti statunitensi di prodotti Nintendo acquistati tra febbraio 2025 e febbraio 2026. I due querelanti, Gregory Hoffert (California) e Prashant Sharan (Washington), sostengono di aver pagato prezzi al dettaglio più alti a causa delle tariffe imposte sulle importazioni, tariffe che Nintendo avrebbe poi trasferito ai consumatori.

Le accuse contro Nintendo

Secondo la denuncia, Nintendo rischia di ottenere un doppio vantaggio economico: incassare prezzi più alti dai consumatori e, al contempo, ricevere rimborsi doganali dal governo federale, inclusi gli interessi maturati su tali fondi.

«A meno che il tribunale non intervenga, Nintendo otterrà un doppio recupero delle tariffe: una volta dai consumatori attraverso prezzi più alti, e una seconda volta dal governo federale tramite i rimborsi, inclusi gli interessi. Nintendo non ha assunto alcun impegno legalmente vincolante per restituire ai consumatori gli importi aggiuntivi pagati a causa delle tariffe illegali.»

La causa, presentata dallo studio legale Emery | Reddy, PC, sottolinea che i due querelanti «hanno pagato prezzi al dettaglio più alti per i prodotti Nintendo a causa delle tariffe imposte sulle importazioni» e che «non avrebbero pagato tali prezzi senza le tariffe illegali e il trasferimento di questi costi da parte di Nintendo».

Le richieste dei querelanti

La class action chiede al tribunale di impedire a Nintendo di trattenere i rimborsi doganali e di obbligare l’azienda a restituire ai consumatori gli importi corrispondenti alle tariffe illegali. Se la causa avrà successo, potrebbe coinvolgere tutti gli acquirenti statunitensi di prodotti Nintendo nel periodo indicato.

La vicenda si inserisce nel contesto delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Giappone, che hanno portato all’imposizione di tariffe sui prodotti giapponesi, tra cui quelli di Nintendo. Tuttavia, la legge prevede che tali tariffe vengano restituite ai consumatori finali se non giustificate.