Meno di un anno fa, la mezza maratona per robot umanoidi a Pechino si trasformava spesso in una scena comica: i robot avanzavano goffamente al fianco dei loro operatori umani, arrancando a fatica verso il traguardo. Il tempo migliore registrato allora fu di due ore e quaranta minuti, appena sufficiente per ottenere un riconoscimento simbolico per la partecipazione umana.

Domenica scorsa, invece, l’evento ha mostrato un’evoluzione tecnologica senza precedenti. Il robot più veloce, sviluppato dal produttore cinese di smartphone Honor, ha completato i 21,1 chilometri in 48 minuti e 19 secondi — ben nove minuti in meno del record mondiale umano stabilito quest’anno dall’atleta ugandese Jacob Kiplimo.

Un secondo robot di Honor, questa volta dotato di autonomia completa, ha concluso la gara in 50 minuti e 26 secondi, superando nuovamente il primato di Kiplimo. Tuttavia, secondo le regole di punteggio ponderato della competizione, a vincere non è stato il robot tecnicamente più veloce, ma quello autonomo, come spiegato dall’Associated Press.

Il balzo in avanti rispetto allo scorso anno riflette i rapidi progressi compiuti dall’industria robotica negli ultimi dodici mesi. La Cina, in particolare, ha investito massicciamente in questo settore, tanto che a fine 2023 le autorità hanno avvertito che tali livelli di finanziamento potrebbero soffocare altri ambiti di ricerca e mercato.

Dalla corsa alle applicazioni industriali

Attualmente, i robot si concentrano su prestazioni atletiche e coreografie, ma le tecnologie sviluppate potrebbero presto trovare applicazione in altri settori. Du Xiaodi, ingegnere di sviluppo di Honor, ha dichiarato all’Associated Press: «In futuro, alcune di queste tecnologie potrebbero essere trasferite ad altri ambiti, come la resistenza strutturale e i sistemi di raffreddamento a liquido per applicazioni industriali».

I robot si avvicinano ai record umani anche nelle gare brevi

Oltre alle maratone, i robot stanno diventando competitivi anche nelle gare di velocità. Recentemente, l’azienda cinese Unitree ha presentato il suo modello H1, capace di raggiungere i 10,1 metri al secondo (circa 36 km/h), una velocità prossima a quella del leggendario Usain Bolt, che durante il suo record mondiale dei 100 metri nel 2009 viaggiava a una media di 10,44 metri al secondo.

Il progresso è evidente: da un evento dominato da performance goffe a una competizione che ridefinisce i limiti della tecnologia.

Fonte: Futurism