Un'audizione burrascosa per la nomina di Warsh

Durante l'audizione di conferma al Senato per la presidenza della Federal Reserve, il senatore democratico dell'Arizona Ruben Gallego ha smascherato una contraddizione nelle dichiarazioni di Kevin Warsh, il candidato scelto da Donald Trump per sostituire Jerome Powell al termine del suo mandato a maggio.

Gallego ha chiesto a Warsh se fosse vero che Trump non gli avesse mai chiesto di tagliare i tassi di interesse durante il colloquio di selezione. Warsh ha risposto di sì, definendo la propria testimonianza come «sincera». Tuttavia, Gallego ha subito fatto notare che le parole di Warsh contraddicevano le affermazioni dello stesso Trump, riportate dal Wall Street Journal.

«Qualcuno qui sta mentendo: o lei o il presidente Trump. Perché nel dicembre 2025, Trump ha confermato in un'intervista al Wall Street Journal di averlo pressato proprio su questo punto: la disponibilità di Warsh a sostenere tagli ai tassi di interesse», ha dichiarato Gallego.

Warsh ha risposto accusando i giornalisti del WSJ — Meridith McGraw, Nick Timiraos e Brian Schwartz — di aver diffuso informazioni non veritiere, sostenendo che avessero bisogno di «fonti migliori o di standard giornalistici più elevati».

Gallego ha quindi chiesto a Warsh se, in caso di conferma da parte del Wall Street Journal, avrebbe comunque sostenuto la propria versione. Warsh ha ripetuto la stessa argomentazione, senza fornire una risposta concreta.

Il profilo di Kevin Warsh: esperienza e controversie

Kevin Warsh, ex governatore della Federal Reserve dal 2006 al 2011 e consigliere economico dell'amministrazione Bush, è uno dei candidati più ricchi mai proposti per la carica: il suo patrimonio si aggira tra i 100 e i 200 milioni di dollari. Se confermato, diventerebbe il presidente della Fed più ricco della storia, un dettaglio che non passa inosservato in un contesto di crescente disuguaglianza economica.

La sua nomina, fortemente voluta da Trump, arriva dopo anni di tensioni tra il presidente e l'attuale presidente della Fed, Jerome Powell. Quest'ultimo, nominato da Trump nel 2017, ha sempre rifiutato di assecondare le richieste di tagli ai tassi di interesse, attirandosi le critiche del presidente. Trump ha persino cercato di utilizzare il Dipartimento di Giustizia per costringere Powell a dimettersi, arrivando a spiccare un mandato di comparizione per una ristrutturazione di un edificio federale — una richiesta poi respinta da un giudice.

Nonostante le pressioni, Powell ha mantenuto una posizione indipendente, guadagnandosi l'apprezzamento dei democratici, che lo hanno definito un «eroe silenzioso» per la sua resistenza alle ingerenze politiche.

Le implicazioni della nomina di Warsh

La possibile nomina di Warsh alla presidenza della Federal Reserve solleva preoccupazioni sulla sua indipendenza rispetto agli interessi politici di Trump. Durante l'audizione, Gallego ha sottolineato come la Fed debba agire nell'interesse dell'economia statunitense, non delle pressioni presidenziali.

Se confermato, Warsh dovrà affrontare anche le critiche per il suo passato come lobbista e per il suo ruolo nella crisi finanziaria del 2008, quando era membro del consiglio della Federal Reserve. La sua nomina, quindi, non solo rappresenterebbe un cambio di rotta rispetto alla gestione Powell, ma anche un ritorno a politiche più vicine agli interessi del settore finanziario.