Quando Peter Parker è entrato nel MCU, era il ragazzo di Queens che conoscevamo dai fumetti e dai film… almeno per i primi trenta secondi. Attraversa il suo affollato condominio, orgoglioso di mostrare un lettore DVD trovato per strada, proprio come il Peter Parker che tutti amiamo. Poi, però, incontra Tony Stark seduto sul suo divano. Da *Captain America: Civil War* in poi, il Spider-Man del MCU si allontana dalla versione classica: diventa un protetto di Stark, un ragazzo con accesso a tecnologie avanzate e nano-tute, che non ha mai bisogno di accettare un lavoro sottopagato da J. Jonah Jameson.

Ora, con *Spider-Man: Brand New Day*, sembra che Peter stia per tornare alle sue origini. La morte di Tony Stark in *Avengers: Endgame* e il reset della memoria in *No Way Home* lo costringono a cavarsela da solo. Le prime note della sceneggiatura, condivise dal regista Destin Daniel Cretton con Entertainment Weekly, sembrano confermarlo: «Niente più soldi di Stark per i gadget». Una notizia che solleva un sospiro di sollievo tra i fan, che amano Spider-Man proprio perché è un ragazzo comune.

Ma la speranza dura poco. Scorrendo le pagine della sceneggiatura, si scopre che Peter avrà comunque un’intelligenza artificiale e un Fabricator, una macchina per creare i suoi dispositivi. Cretton descrive il Fabricator come «qualcosa che un genio adolescente con fondi limitati potrebbe costruire», e aggiunge che anche l’AI, chiamata E.V., deve essere stata creata da Peter. Insomma, Peter ha perso il suo benefattore miliardario, ma conserva ancora accesso a una macchina per costruire tute e un’intelligenza artificiale, proprio come ai tempi di Tony. Dov’è la differenza?

Il problema non è nuovo. Fin dal suo esordio nel 1962 su Amazing Fantasy #15, Peter Parker era un adolescente della classe operaia di Queens che, per caso, costruiva in camera sua una ragnatela super resistente e una macchina per spararla. Nel corso degli anni, ha aggiunto altri dispositivi tecnologici al suo arsenale: localizzatori di ragni, una strana luce che proietta il suo volto. Dire che sarebbe ricco se vendesse i suoi brevetti è banale quanto affermare che Bruce Wayne farebbe più bene come Batman se donasse i suoi milioni a programmi di salute mentale. Dobbiamo solo sospendere l’incredulità e accettare che Peter è un genio, eppure così povero da dover lavorare per un tirchio come J. Jonah Jameson, perché così otteniamo le storie classiche che amiamo.

Il problema è che il Peter Parker del MCU non gode di questo beneficio del dubbio. Marvel lo ha allontanato dal suo ambiente operaio e ha sostituito lo zio Ben, licenziato e umiliato nel film del 2002, con Tony Stark, un miliardario e trafficante d’armi. Ora, con *Brand New Day*, i fan si chiedono: Peter tornerà davvero a essere il ragazzo di Queens che tutti conoscono, o rimarrà intrappolato in una versione edulcorata del personaggio?