Distinguere la realtà dall’intelligenza artificiale non è sempre semplice. Video di animali che saltano su un trampolino di notte o persone che sembrano ovunque potrebbero essere falsi. Mentre gli utenti cercano di capire cosa è reale, Spotify introduce una soluzione per aiutare a identificare gli artisti veri su una delle piattaforme di streaming più popolari al mondo.

Da fine aprile, gli utenti potranno vedere un badge verde accanto ai profili degli artisti verificati da Spotify. La nuova funzione, chiamata Verified by Spotify, è stata progettata per garantire l’autenticità degli artisti presenti sulla piattaforma, distinguendoli da quelli generati o impersonati tramite intelligenza artificiale.

Per ottenere la verifica, Spotify valuta diversi criteri, tra cui l’attività degli ascoltatori, l’engagement nel tempo e la presenza dell’artista sia all’interno che all’esterno della piattaforma. Il processo include anche una revisione umana per assicurare che si tratti di artisti reali che operano in buona fede, non solo per filtrare soggetti malintenzionati.

«Abbineremo questi standard a una valutazione umana per identificare artisti reali che agiscono in buona fede, non solo per escludere quelli cattivi. Questo darà un segnale più affidabile dell’autenticità dietro la musica», ha dichiarato Spotify.

La complessità dell’autenticità artistica nel panorama musicale odierno è in rapida evoluzione, e Spotify ha sottolineato che continuerà a perfezionare il proprio approccio nel tempo.

Secondo l’azienda, oltre il 99% degli artisti più cercati dagli utenti sarà verificato al lancio della nuova funzione, prevista per il 30 aprile. Questo rappresenta un passo importante per contrastare le truffe che stanno diventando sempre più frequenti nel settore musicale.

Un esempio recente è la canzone attribuita al cantante country Blaze Foley, morto più di vent’anni fa, ma in realtà generata e pubblicata tramite AI. Questa pratica, sempre più diffusa, mira a ottenere royalties dagli streaming senza il consenso degli artisti reali.

Per proteggere sia gli artisti che gli ascoltatori, Spotify ha introdotto diverse misure di sicurezza. Tra queste, Artist Profile Protection, un servizio opzionale che richiede agli artisti di autorizzare manualmente ogni nuovo brano pubblicato sul proprio profilo, aggiungendo un ulteriore livello di controllo.

Da oltre un anno, la piattaforma ha implementato ulteriori protezioni contro l’uso improprio dell’AI, tra cui regole più severe contro le impersonazioni, filtri anti-spam musicale e l’obbligo di dichiarare l’uso di contenuti generati artificialmente, con crediti a livello industriale.

Oltre al badge di verifica, Spotify introduce anche una nuova sezione beta nei profili degli artisti, simile alle etichette nutrizionali sui prodotti alimentari. Questa sezione, indipendentemente dallo stato di verifica, consente agli ascoltatori di scoprire informazioni dettagliate sull’artista, come traguardi di carriera, storia delle pubblicazioni e attività live.

Nonostante queste innovazioni, Spotify riconosce che le salvaguardie dovranno evolversi insieme alla tecnologia emergente. L’obiettivo dichiarato è rendere più semplice per gli utenti fidarsi e comprendere l’autenticità umana dietro la musica che ascoltano, favorendo connessioni più significative tra artisti e fan.