La mossa dei Pittsburgh Steelers di applicare la tender offer a Aaron Rodgers come free agent non ha ancora senso, nemmeno dopo le dichiarazioni del proprietario Art Rooney II. Secondo Rooney, la decisione servirebbe a preservare la possibilità di ottenere una scelta compensatoria nel draft se Rodgers dovesse firmare con un'altra squadra. Tuttavia, non ci sono indicazioni che questo scenario sia probabile.
Quello che preoccupa di più, e che Rooney non ha menzionato, è che con questa mossa i Steelers hanno acquisito il diritto esclusivo di negoziare con Rodgers dal 22 luglio, se il quarterback non avrà ancora firmato un contratto con la squadra o con un'altra franchigia. Questo significa che Rodgers perde la possibilità di giocare al ribasso, rimanendo free agent per gran parte della stagione e scegliendo poi liberamente quando e dove firmare.
La situazione del 2026 è radicalmente diversa da quella del 2025. L’anno scorso, Rodgers accettò un contratto da 13,65 milioni di dollari – ben al di sotto del valore di mercato – per giocare con i Steelers. Era una scelta dettata dalla volontà di restare in una squadra che lo voleva e che lui desiderava. Quest’anno, invece, i Steelers hanno scelto di non concedergli la stessa flessibilità, limitando le sue opzioni future.
Rodgers, in risposta, potrebbe sentirsi tradito. Dopo aver mostrato fiducia nei confronti della franchigia l’anno scorso, ora si trova di fronte a una strategia che sembra volerlo costringere a prendere decisioni contro la sua volontà. Se i Steelers dovessero tagliarlo, le sue parole nei confronti della squadra potrebbero diventare ancora più dure, soprattutto in un contesto pubblico come quello di Pat McAfee.
Per ora, Rodgers ha in mano uno strumento che potrebbe usare per criticare la gestione dei Steelers. Potrebbe affermare che la situazione non avrebbe dovuto evolversi così, che Mike Tomlin non avrebbe mai adottato una strategia del genere e che avrebbe dovuto garantire piena libertà decisionale. Anche se meno esplosiva delle polemiche con i Jets nel 2025, questa vicenda potrebbe comunque alimentare malumori e alimentare il dibattito su come la NFL gestisce i rapporti con i suoi giocatori più importanti.