Una recente ricerca su larga scala ha escluso qualsiasi nesso tra il fluoro presente nell'acqua potabile e un impatto negativo sulla salute cerebrale. Lo studio, pubblicato il 13 aprile sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha analizzato i dati di oltre 10.000 persone seguite per decenni, confermando che la fluorizzazione dell'acqua non influisce sul QI né sulle capacità cognitive negli adulti.

I risultati contraddicono le affermazioni recenti di Robert F. Kennedy Jr., segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), che a aprile ha annunciato l'obbligo per i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di revisionare la raccomandazione storica sull'aggiunta di fluoro all'acqua potabile. Inoltre, i dati smentiscono studi precedenti, come una ricerca pubblicata a gennaio, che avevano ipotizzato un possibile legame tra fluoro e livelli di QI nei bambini.

Gli autori dello studio hanno sottolineato che le ricerche precedenti erano state condotte in paesi come la Cina, dove i livelli di fluoro nell'acqua sono significativamente più alti rispetto a quelli consentiti negli Stati Uniti.

Le evidenze dello studio

La ricerca, guidata da Rob Warren, sociologo ed esperto di salute pubblica presso l'Università del Minnesota, ha utilizzato i dati del Wisconsin Longitudinal Study. Questo studio ha seguito oltre 10.000 persone nello stato del Wisconsin sin dal loro diploma di scuola superiore nel 1957. I partecipanti hanno sostenuto test del QI all'età di 16 anni e sono stati sottoposti a valutazioni cognitive a 53, 64, 72 e 80 anni.

Sebbene lo studio del Wisconsin non fosse originariamente focalizzato sul fluoro, i ricercatori hanno stimato l'esposizione dei partecipanti in base ai dati storici sull'inizio della fluorizzazione nelle comunità di residenza. Nonostante l'assenza di misurazioni dirette dei livelli di fluoro nel sangue o nelle urine, i risultati sono stati chiari: nessuna differenza significativa è stata riscontrata tra chi è cresciuto con acqua fluorizzata e chi no, in nessuna fase della vita.

Le dichiarazioni degli esperti

Scott Tomar, portavoce dell'American Dental Association e professore presso l'Università dell'Illinois Chicago, ha commentato: «Nonostante la disinformazione diffusa, le migliori evidenze disponibili dimostrano che la fluorizzazione dell'acqua non ha effetti sul QI, sulle funzioni cognitive o su altri parametri di sviluppo neurologico».

Danelle Fisher, pediatra presso il Providence Saint John’s Health Center in California, ha aggiunto: «Questi risultati confermano ricerche precedenti e rassicurano sul fatto che l'uso del fluoro in quantità appropriate non ha effetti definitivi sul QI. Si tratta di un'ulteriore prova a favore della fluorizzazione dell'acqua potabile».

Il ruolo del fluoro nella salute pubblica

Il fluoro è da decenni un elemento chiave nella prevenzione della carie e delle malattie dentali. Secondo gli esperti, una buona salute orale è direttamente collegata al benessere generale dell'individuo. La fluorizzazione dell'acqua rappresenta uno dei metodi più efficaci e diffusi per garantire una protezione diffusa contro le patologie dentali, soprattutto nelle comunità con accesso limitato a cure odontoiatriche.

Gli autori dello studio hanno concluso che, alla luce delle evidenze raccolte, non esistono motivi per modificare le attuali raccomandazioni sull'uso del fluoro nell'acqua potabile. «Questi dati forniscono una base solida per continuare a promuovere la fluorizzazione come pratica sicura ed efficace», hanno dichiarato.