Uno dei più prestigiosi studi legali al mondo, Sullivan & Cromwell, si è aggiunto alla lista delle firme che hanno fatto affidamento su intelligenze artificiali generative, finendo per commettere errori giudiziari noti come "allucinazioni AI". Gli errori, che includono citazioni legali inesistenti e riferimenti errati, sono stati segnalati da un altro studio legale di rilievo, Boies Schiller Flexner.

L'ironia della situazione non sfugge: Sullivan & Cromwell, che consiglia OpenAI sulla "sicura e etica implementazione" dell'AI (come riportato sul proprio sito web), si è trovato vittima dei medesimi rischi che aiuta a prevenire. Boies Schiller Flexner, invece, fino a poco tempo fa deteneva il poco invidiabile primato di studio legale "campione" in errori legati all'AI.

L'errore è stato riconosciuto da Andy Dietderich, senior partner di Sullivan & Cromwell con quasi trent'anni di esperienza, a capo della pratica di ristrutturazione dello studio. Dietderich ha ammesso pubblicamente la responsabilità, sottolineando che l'errore non è stato commesso da lui, ma probabilmente da un associato, e che ha firmato l'atto senza verificare adeguatamente il contenuto.

Le dichiarazioni ufficiali dello studio

In una lettera inviata al tribunale, Dietderich ha spiegato:

«Mi sono reso conto giovedì sera che la Mozione d'Urgenza per l'Emissione di Ordini presentata il 9 aprile 2026 contiene citazioni inaccurate e altri errori, elencati e corretti nell'Allegato A. Tra questi, errori generati da "allucinazioni AI" — cioè citazioni inesistenti, autorità mal citate o fonti legali inventate. Ci scusiamo profondamente per quanto accaduto.»

Lo studio ha aggiunto di avere politiche e formazione specifiche per l'uso dell'AI, ma che in questo caso non sono state rispettate. Inoltre, le procedure di revisione delle citazioni legali non hanno individuato gli errori, né quelli generati dall'AI né quelli derivanti da errori manuali.

Un problema diffuso nel settore legale

Questo episodio si aggiunge a una serie di casi in cui studi legali di alto profilo hanno fatto affidamento su strumenti AI senza un'adeguata supervisione, portando a errori giudiziari. Solo pochi mesi fa, Boies Schiller Flexner aveva subito una situazione simile, in cui un errore AI non era stato rilevato nemmeno dalla controparte. Tuttavia, a differenza di altri casi, Sullivan & Cromwell ha reagito prontamente, riconoscendo l'errore e avviando un'indagine interna.

Il caso solleva interrogativi sulla fiducia nell'AI nei contesti legali, dove la precisione è fondamentale. Mentre l'intelligenza artificiale può accelerare la ricerca legale, gli errori generati possono avere conseguenze gravi, come nel caso di Sullivan & Cromwell, che ora dovrà affrontare possibili ripercussioni legali e reputazionali.

Fonte: Reason