Un acceso dibattito sta per scoppiare nel mondo del Bitcoin. Il motivo? L’annuncio di Paul Sztorc, sviluppatore di lunga data, che ha reso noto il suo piano per un hard fork programmato per agosto, denominato eCash.
Sebbene il Bitcoin abbia già vissuto diversi hard fork, questa proposta si distingue per un elemento senza precedenti: Sztorc intende reindirizzare fino a metà dei Bitcoin attribuiti a Satoshi Nakamoto, stimati in 1,1 milioni di unità. Al valore attuale, si tratta di circa 40 miliardi di dollari.
L’obiettivo? Finanziare lo sviluppo della nuova blockchain. "Questa decisione sarà senza dubbio controversa", ha scritto Sztorc su X il 24 aprile, "ma la ritengo necessaria, anzi, ideale".
Una proposta che infrange le regole sacre del Bitcoin
La mossa di Sztorc rappresenta una rottura con una delle regole più sacre del Bitcoin: rispettare la distribuzione originale dei Bitcoin, indipendentemente da quando siano stati spostati. Fino ad oggi, nessun hard fork del Bitcoin aveva osato toccare i Bitcoin di Satoshi. Né Bitcoin SV, né Bitcoin Cash, né Bitcoin Gold hanno mai preso in considerazione un’azione simile.
Tuttavia, Sztorc afferma di non avere alternative. Gli hard fork si trovano di fronte a un problema di finanziamento quasi insormontabile: come costruire l’infrastruttura prima del lancio, quando non ci sono entrate né token da vendere?
Paul Sztorc non ha ancora risposto a una richiesta di commento da parte di DL News.
Cos’è eCash?
A differenza dell’hard fork di Bitcoin Cash del 2017, che aumentava la dimensione dei blocchi, eCash attiverà le drivechains, una proposta di Sztorc per abilitare reti Layer 2 scalabili. Una soluzione che gli sviluppatori core di Bitcoin hanno rifiutato di integrare per anni.
In sintesi, le drivechains sono sidechain protette dai miner di Bitcoin, che consentono di aggiungere nuove funzionalità senza modificare il layer base della blockchain. La loro introduzione porterebbe su Bitcoin la stessa programmabilità di cui godono altre blockchain.
Sztorc ha dichiarato che sono già in sviluppo sette reti Layer 2, tra cui una catena focalizzata sulla privacy simile a Zcash, un mercato predittivo, una piattaforma di scambio decentralizzata e una blockchain resistente ai computer quantistici.
I possessori di Bitcoin riceveranno una quantità equivalente di eCash al momento dell’hard fork. Ad esempio, se si detengono 4,19 Bitcoin, si otterranno 4,19 eCash.
Investitori privilegiati: una nuova era per il Bitcoin?
Da sola, la redistribuzione dei Bitcoin di Satoshi rappresenta una pillola difficile da ingoiare per la comunità. Ma c’è di più: Sztorc intende assegnare manualmente questi Bitcoin a investitori "di qualità" (ovvero accreditati).
La storia del Bitcoin affonda le sue radici nel 2009, quando chiunque avesse un computer poteva iniziare a minare. Non c’erano vendite private, venture capital né privilegi per gli insider. Satoshi minava insieme a tutti gli altri, con le stesse attrezzature, la stessa difficoltà e le stesse opportunità.
La proposta di Sztorc ribalta questa visione, sollevando domande scomode:
- Chi sono gli investitori che riceveranno accesso privilegiato a questi Bitcoin?
- Qual è la struttura dell’accordo?
- In quale arco temporale avverrà la redistribuzione?
- Cosa succede se gli investitori iniziano a vendere questi Bitcoin in massa?
Hard fork del Bitcoin: una scelta controversa
Un hard fork della blockchain comporta la nascita di una nuova catena, che copia quella esistente. Gli utenti che detengono Bitcoin sulla catena originale ricevono automaticamente una quantità equivalente sulla nuova catena.
Gli hard fork sono spesso controversi perché frammentano la comunità, dividono la liquidità e costringono gli utenti a scegliere tra visioni contrastanti di ciò che una criptovaluta dovrebbe essere.
Nonostante ciò, Sztorc è determinato a procedere. Ha trascorso anni a sviluppare questa idea, ma ora il progetto si trova di fronte a una sfida ancora più grande: convincere la comunità che la redistribuzione dei Bitcoin di Satoshi sia una mossa necessaria e giusta.