Il Partito Repubblicano del Tennessee ha approvato una nuova mappa congressuale durante una sessione legislativa straordinaria a Nashville, scatenando polemiche e proteste. Secondo i democratici, la riforma mira a minimizzare l’influenza dell’opposizione nelle elezioni future, un’accusa che richiama pratiche di gerrymandering.
La decisione è stata presa giovedì 7 maggio 2026, durante una seduta al Campidoglio del Tennessee. Tra i protagonisti della protesta c’è il deputato statale Justin Pearson, democratico di Memphis, che ha parlato ai manifestanti denunciando un tentativo di escludere le voci democratiche dal Congresso.
Le accuse di gerrymandering
I critici sostengono che la nuova mappa elettorale sia stata disegnata per favorire i repubblicani, riducendo il peso dei distretti a maggioranza democratica. Secondo analisti indipendenti, la riforma potrebbe cambiare l’esito di almeno due seggi congressuali, spostando equilibri politici consolidati da decenni.
Reazioni e proteste
Dopo l’approvazione, gruppi di attivisti e cittadini si sono radunati davanti al Campidoglio per contestare la decisione. Pearson ha definito la mappa un «attacco alla democrazia», sottolineando come la riforma limiti la rappresentanza delle comunità più svantaggiate.
«Questa non è solo una questione di partiti, ma di giustizia elettorale. Stanno cercando di cancellare le voci di migliaia di elettori», ha dichiarato Pearson durante il comizio.
Cosa prevede la nuova mappa
Secondo documenti ufficiali, la riforma ridefinisce i confini di sette distretti congressuali, con modifiche che, secondo i democratici, concentrano il voto opposto in pochi seggi, diluendone l’impatto. I repubblicani, invece, sostengono che la mappa risponda a esigenze di equa rappresentanza, citando sentenze della Corte Suprema che hanno legittimato simili riforme in passato.
Implicazioni politiche
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente polarizzazione negli Stati Uniti, dove la ridefinizione dei confini elettorali è diventata uno strumento di lotta politica. In Tennessee, dove i repubblicani controllano sia il governatorato che la legislatura, la mappa potrebbe consolidare il loro dominio per almeno un decennio, secondo gli osservatori.
Mentre i democratici minacciano azioni legali, i repubblicani difendono la riforma come un adeguamento necessario per riflettere i cambiamenti demografici dello stato. Il dibattito è destinato a intensificarsi nelle prossime settimane, con possibili ricadute sulle elezioni di medio termine del 2026.