Vineyard Wind: il terzo parco eolico offshore statunitense è operativo
Con l'entrata in funzione di Vineyard Wind, il terzo parco eolico offshore statunitense è ora pienamente operativo. Il progetto da 800 megawatt, situato a 15 miglia a sud di Martha's Vineyard e Nantucket, è stato annunciato dal governatore del Massachusetts Maura Healey, che ha sottolineato i notevoli risparmi per i consumatori.
I contratti a prezzo fisso stipulati con le utility locali garantiranno un costo dell'energia di $69,50 per megawattora per i prossimi 20 anni. Secondo le stime, questo permetterà di risparmiare circa 1,4 miliardi di dollari sulle bollette elettriche dei cittadini del Massachusetts.
«Durante uno degli inverni più freddi degli ultimi anni, le turbine di Vineyard Wind hanno alimentato case e aziende a un prezzo accessibile. Ora, con l'attivazione di questi contratti, il prezzo scenderà ulteriormente», ha dichiarato Healey in una nota ufficiale.
Il progetto, che ha iniziato a vendere energia nel 2024, ha inizialmente operato con prezzi variabili e talvolta più alti. Tuttavia, con l'entrata in vigore dei nuovi accordi, la stabilità dei costi è garantita per i prossimi due decenni.
Impatto delle politiche energetiche statunitensi
L'amministrazione Trump ha recentemente adottato misure per ostacolare lo sviluppo dell'energia eolica offshore. Due progetti, Bluepoint Wind (New Jersey) e Golden State Wind (California), hanno accettato di restituire quasi 900 milioni di dollari in costi di locazione in cambio della cancellazione delle loro offerte e dell'impegno a non partecipare ad altri bandi per parchi eolici offshore negli Stati Uniti.
Michael Brown, CEO di Ocean Winds North America, ha spiegato: «La decisione non è stata presa alla leggera. Tuttavia, di fronte a un mercato in rapida evoluzione, abbiamo dovuto adattarci. Ricevere un rimborso per gli investimenti effettuati e uscire secondo i termini concordati è stato la scelta giusta per i nostri azionisti e partner».
Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l'OPEC
In un'altra notizia di rilievo, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l'intenzione di ritirarsi dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC). La decisione, che entrerà in vigore il 1° maggio, ridurrà il cartello a soli 11 membri.
L'annuncio è arrivato alla vigilia di una riunione cruciale dell'OPEC, che si è tenuta il 2 aprile. Gli Emirati Arabi Uniti, tra i maggiori produttori di petrolio al mondo, hanno motivato la scelta con la necessità di perseguire strategie energetiche più indipendenti.
Questa mossa potrebbe avere ripercussioni sul mercato globale del petrolio, soprattutto in un contesto di crescente transizione verso le energie rinnovabili. Gli analisti stanno già valutando le possibili conseguenze per i prezzi dell'oro nero e per la stabilità dell'OPEC.