Le recenti mosse di Donald Trump per perseguitare i suoi avversari attraverso il potere statale stanno avendo un effetto opposto a quello desiderato. Il Dipartimento di Giustizia ha incriminato l’ex direttore dell’FBI James Comey per accuse così deboli da risultare ridicole, mentre il capo della Federal Communications Commission (FCC) ha intensificato la sua offensiva contro ABC, spinto dalla rabbia di Trump nei confronti di Jimmy Kimmel. Queste azioni, seppur gravi, potrebbero rivelarsi un boomerang per il presidente, non solo non galvanizzando la base MAGA in vista delle midterm, ma addirittura favorendo i democratici.

Questo il quadro emerso durante la puntata del 30 aprile del podcast Daily Blast, prodotto da The New Republic. Ospite della trasmissione è stata l’ex procuratrice federale Barbara McQuade, autrice del libro The Fix: Saving America from the Corruption of a Mob-Style Government, titolo che ora appare quanto mai azzeccato alla luce degli ultimi sviluppi.

L’indagine su James Comey: una montatura senza fondamento

Trump ha già tentato senza successo di perseguire Comey in passato. Ora, il Dipartimento di Giustizia ha ripreso le accuse, questa volta per un post su Instagram risalente alla primavera scorsa, in cui l’ex direttore dell’FBI aveva disposto delle conchiglie a formare i numeri 86-47. Un’accusa così inconsistente da risultare grottesca.

«È difficile comprendere la logica dietro le azioni del Dipartimento di Giustizia in questo momento», ha dichiarato McQuade. «Dopo il fallimento dell’accusa a Comey lo scorso autunno, ora ci troviamo di fronte a una nuova imputazione basata su eventi avvenuti quasi un anno fa. Se si trattasse di un reato serio, perché aspettare così tanto?».

L’ex procuratrice ha sottolineato come l’indagine sembri priva di fondamento: «Gli investigatori hanno avuto accesso al post già a maggio e hanno interrogato Comey il giorno successivo. Cosa altro serve? Andare in mare a cercare le conchiglie originali?».

La legge in questione riguarda i reati di minaccia. Tuttavia, come spiegato da McQuade, non basta esprimere disprezzo o augurare la morte a un presidente: deve trattarsi di una minaccia concreta e credibile. Una sentenza del 2023 ha chiarito che anche in questo caso la soglia è molto alta.

La guerra della FCC contro ABC: un altro atto di vendetta politica

Parallelamente, la FCC guidata da Trump ha intensificato la sua offensiva contro ABC, in risposta alle critiche di Jimmy Kimmel nei confronti del presidente. Questa strategia, secondo gli analisti, rischia di avere conseguenze negative per i repubblicani, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine.

«Queste azioni non solo sono eticamente discutibili, ma potrebbero rivelarsi controproducenti», ha aggiunto McQuade. «Se le accuse contro Comey e le sanzioni contro ABC verranno percepite come mosse puramente politiche, potrebbero alienare anche gli elettori moderati, rafforzando invece l’opposizione».

Le conseguenze per Trump e il Partito Repubblicano

Secondo gli osservatori, l’abuso di potere da parte dell’amministrazione Trump sta diventando sempre più evidente. Queste mosse, invece di consolidare il sostegno tra i sostenitori del presidente, potrebbero avere l’effetto opposto, spingendo gli elettori verso i democratici.

«Se queste strategie falliranno, come è probabile, il risultato sarà un indebolimento della base MAGA e una perdita di consensi per i repubblicani», ha concluso McQuade. «Gli elettori potrebbero vedere queste azioni come un tentativo di distrarre dall’incapacità dell’amministrazione di affrontare i reali problemi del Paese».