Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato un'estensione indefinita della tregua con l'Iran, dopo che i negoziati di pace tra i due paesi erano ormai prossimi al collasso.

In un post su Truth Social, Trump ha dichiarato:

«Alla luce del fatto che il governo iraniano è gravemente diviso, come era prevedibile, e su richiesta del maresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere qualsiasi attacco contro l'Iran finché i suoi leader non presenteranno una proposta unitaria».

Il presidente ha quindi ordinato alle forze militari statunitensi di mantenere il blocco navale e di restare in stato di allerta, prolungando la tregua fino a quando l'Iran non presenterà una proposta concreta e le discussioni non saranno concluse.

La decisione è arrivata poco dopo che il vicepresidente JD Vance ha annullato il suo viaggio a Islamabad, dove avrebbe dovuto rappresentare gli Stati Uniti ai tavoli negoziali. Secondo una fonte del Wall Street Journal, Vance ha ritirato la sua partecipazione perché gli iraniani non si erano impegnati a partecipare all'incontro.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha confermato la cancellazione della riunione, attribuendola a «messaggi contraddittori, comportamenti incoerenti e azioni inaccettabili da parte statunitense».

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha inoltre definito il blocco dello Stretto di Hormuz da parte degli USA come un «atto di guerra» e una violazione della tregua.

In passato, Trump aveva minacciato di riprendere i bombardamenti contro l'Iran in caso di fallimento delle trattative. Tuttavia, la recente decisione suggerisce una posizione più cauta, riconoscendo la complessità della situazione. Finora, gli Stati Uniti non sono riusciti a ottenere risultati concreti: lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e il governo iraniano non intende cedere sul programma di arricchimento dell'uranio.