Il parlamento turco ha approvato una legge che vieta l’uso dei social media ai minori di 15 anni. Le piattaforme digitali saranno obbligate a introdurre sistemi di verifica dell’età, strumenti di controllo parentale e a rimuovere tempestivamente contenuti dannosi o violenti.
La decisione è stata presa dopo due gravi attentati nelle scuole turche, durante i quali la polizia ha arrestato 162 persone accusate di aver diffuso online immagini e video degli episodi.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ora 15 giorni per firmare la legge, che diventerà effettiva. In un discorso alla nazione, Erdogan ha definito le piattaforme social «focolai di degrado morale».
Oltre ai social network, anche le aziende di gaming online dovranno adottare restrizioni per i minori. In caso di violazione, potrebbero essere applicate sanzioni come la riduzione della banda internet o multe economiche.
Precedenti restrizioni in Turchia
Questa non è la prima volta che la Turchia limita l’accesso a piattaforme digitali. Nel 2024, Instagram è stato bloccato per una settimana a causa di dispute legate alla pubblicazione di contenuti legati a Hamas. Nello stesso periodo, è stato vietato anche Roblox, accusato di contenuti sessuali inappropriati per i bambini e di «promuovere l’omosessualità», secondo quanto dichiarato da un funzionario turco.
Anche Twitter (ora X) è stato temporaneamente oscurato più volte, l’ultima nel 2023 dopo i devastanti terremoti, senza una motivazione ufficiale da parte del governo.
Un trend in crescita in Europa e nel mondo
La legge turca si inserisce in un contesto globale in cui diversi paesi stanno introducendo restrizioni sull’uso dei social da parte dei minori. Grecia e Austria hanno recentemente approvato normative simili, mentre l’Australia è stata la prima al mondo a vietare i social ai minori di 16 anni. Anche il Regno Unito sta valutando misure più severe.