L’amministrazione Trump ha difeso davanti a un tribunale federale il diritto di vietare l’ingresso negli Stati Uniti a esperti stranieri di moderazione dei contenuti sui social media. La questione è al centro di una controversia legale tra la Coalition for Independent Technology Research (CITR), un’associazione no-profit, e il Dipartimento di Stato statunitense, rappresentato dal segretario Marco Rubio e altri funzionari dell’amministrazione Trump.
Mercoledì, il giudice federale James Boasberg ha ascoltato le argomentazioni in merito a una causa che mira a bloccare una politica che consente di negare i visti a funzionari stranieri accusati di «imporre alle piattaforme tecnologiche americane politiche globali di moderazione dei contenuti».
La CITR ha presentato una richiesta di inibitoria preliminare per fermare l’applicazione di questa politica, già utilizzata dal Dipartimento di Stato per sanzionare alcuni funzionari stranieri. Secondo l’associazione, la misura viola i principi di libertà accademica e di ricerca indipendente, ostacolando il lavoro di esperti che studiano l’impatto delle politiche di moderazione dei contenuti.
La difesa dell’amministrazione Trump sostiene invece che la politica è necessaria per proteggere gli interessi nazionali e prevenire interferenze esterne nelle decisioni delle piattaforme tecnologiche statunitensi. Il giudice non ha ancora emesso una decisione definitiva, ma l’esito della causa potrebbe avere ripercussioni significative sul dibattito globale in materia di regolamentazione dei contenuti online.