Attacchi e proteste: la rabbia contro l'AI diventa tangibile
La protesta contro l'ossessione dell'industria tecnologica per l'intelligenza artificiale sta assumendo forme sempre più concrete e violente. Solo pochi giorni fa, un uomo avrebbe lanciato un Molotov contro la casa di Sam Altman, CEO di OpenAI. In precedenza, un consigliere comunale di Indianapolis aveva denunciato una sparatoria contro la sua abitazione, con un biglietto minatorio lasciato sulla porta: "Nessun data center".
Questi episodi non sono isolati. In diverse aree rurali degli Stati Uniti, le comunità locali stanno portando avanti da anni una battaglia per impedire l'insediamento di data center, considerati dannosi per l'ambiente, le risorse idriche e la rete elettrica. La scorsa settimana, gli abitanti di una piccola città del Missouri hanno destituito metà del consiglio comunale in segno di protesta contro un accordo da 6 miliardi di dollari per la costruzione di un data center.
Lavoro e disillusione: la resistenza cresce anche tra i dipendenti
La ribellione non si limita alle piazze. Anche i lavoratori del settore stanno reagendo, spesso costretti ad addestrare le intelligenze artificiali che, in molti casi, sostituiranno il loro posto di lavoro. Il tono del dibattito pubblico sta cambiando radicalmente, come sottolineato dal giornalista Brian Merchant in un recente articolo. Alcuni politici iniziano a sostenere pubblicamente moratorie sulla costruzione di nuovi data center.
Le aziende tech in modalità "damage control"
Il crescente scetticismo sta costringendo le aziende di AI a correre ai ripari. OpenAI, ad esempio, ha recentemente acquistato la Technology Business Programming Network (TBPN), una rete di podcast aziendali e tecnologici, nel tentativo di controllare la narrazione pubblica. Sam Altman, dopo la pubblicazione di un articolo del New Yorker che lo dipingeva come un manipolatore, ha condiviso una foto del figlio di un anno, scrivendo:
"Spero che questo possa dissuadere qualcuno dal lanciare un Molotov contro la nostra casa, indipendentemente da ciò che pensa di me".
Nonostante le critiche, Altman ha ribadito il proprio impegno:
"Sono estremamente orgoglioso di ciò che stiamo realizzando con la nostra missione".Tuttavia, la fiducia nel settore è in rapido calo. Le aziende faticano a presentare una visione unitaria: mentre OpenAI ipotizza un futuro in cui la tassazione si sposta dal lavoro umano al capitale, con una settimana lavorativa di quattro giorni, il CEO di Anthropic, Dario Amodei, avverte sui rischi esistenziali dell'AI e sulla necessità di un controllo rigoroso.
Il futuro dell'AI tra ottimismo e timori
Il divario tra chi vede nell'AI un'opportunità e chi ne teme le conseguenze sta diventando sempre più ampio. Mentre le aziende cercano di recuperare consenso, la popolazione sembra sempre più determinata a opporsi a ciò che percepisce come una minaccia per il proprio futuro. La domanda rimane: chi ne trarrà davvero beneficio?