Il settore tecnologico statunitense sta investendo centinaia di miliardi di dollari nella costruzione di enormi data center per l’intelligenza artificiale, strutture che richiedono un consumo energetico pari a quello di centinaia di migliaia di abitazioni. Tuttavia, questo massiccio sviluppo sta incontrando gravi difficoltà nella fase di costruzione, nella disponibilità di energia e in una crescente opposizione locale.
Nuove analisi basate su immagini satellitari e dati geospaziali rivelano che quasi il 40% dei progetti di data center negli Stati Uniti potrebbe non essere completato entro la fine del 2024 come previsto.
Uno studio condotto dal Financial Times, in collaborazione con la società di analisi geospaziali SynMax, ha incrociato i dati satellitari con le dichiarazioni pubbliche e i documenti sui permessi raccolti dal gruppo di ricerca IIR Energy. L’analisi ha evidenziato come progetti di grandi dimensioni, promossi da colossi come Microsoft, Oracle e OpenAI, potrebbero ritardare di oltre tre mesi rispetto alle scadenze previste.
Interviste a oltre una dozzina di dirigenti del settore hanno confermato che i ritardi sono causati da croniche carenze di manodopera, energia e attrezzature, oltre che dalle complesse procedure di ottenimento dei permessi. In particolare, i responsabili dei progetti di OpenAI hanno segnalato la mancanza di figure specializzate, come elettricisti e idraulici, necessarie per portare avanti più cantieri contemporaneamente.