Un numero record di scienziati statunitensi si candida alle elezioni di midterm per il Congresso e le assemblee statali. Secondo Nature, questa tendenza riflette una crescente mobilitazione del mondo scientifico contro i tagli ai finanziamenti federali e la marginalizzazione della ricerca nelle politiche pubbliche.
La maggior parte dei candidati proviene dal Partito Democratico, ma tra loro ci sono anche esponenti repubblicani e indipendenti. L'organizzazione 314 Action, che sostiene l'elezione di scienziati con background democratico, ha ricevuto quest'anno quasi il triplo delle candidature rispetto agli anni precedenti. L'obiettivo è portare competenze tecniche e dati concreti nelle aule decisionali.
Sam Wang, neuroscienziato di Princeton e direttore del Princeton Gerrymandering Project, si candida per il 12° distretto congressuale del New Jersey. In un articolo per The Daily Princetonian, Wang ha spiegato la sua motivazione: «Di solito gli scienziati si concentrano sul proprio campo di studio. Tuttavia, sono profondamente preoccupato per la disuguaglianza di potere nella nostra società. Ho usato le mie competenze statistiche per correggere uno squilibrio democratico: quello delle elezioni truccate».
Le ragioni di questa ondata di candidature sono molteplici. I democratici sono spinti dai tagli ai programmi scientifici federali e alle agenzie di ricerca, mentre i repubblicani come Jeff Wilson, candidato per il 13° distretto dell'Illinois, puntano sull'indipendenza energetica. Anche i candidati di terzo partito e quelli che si presentano a livello locale e municipale stanno crescendo di numero.
La spinta è arrivata anche da eventi recenti: la revoca del Endangerment Finding (che riconosceva il riscaldamento globale come minaccia), il rilassamento delle norme ambientali e i piani per smantellare il National Center for Atmospheric Research hanno acceso l'allarme tra gli scienziati. Secondo Jess Phoenix, vulcanologa e ex candidata democratica alla Camera dei rappresentanti, «molte persone credono che la scienza possa migliorare la nostra vita e debba essere al centro delle decisioni politiche».
Il fenomeno non è nuovo. Già alle elezioni del 2024, oltre 200 professionisti STEM si erano candidati, come riportato da Eos. Le proteste di marzo, con migliaia di persone scese in piazza per Stand Up for Science, hanno ulteriormente evidenziato la necessità di difendere il ruolo della scienza nella società.
Dall'insediamento di Donald Trump nel 2025, oltre 10.000 scienziati con dottorato hanno lasciato l'amministrazione federale, come segnalato da Science a gennaio. Nonostante un calo della fiducia pubblica nei confronti degli scienziati dopo la pandemia, i dati del Pew Research Center mostrano un lieve miglioramento dal 2023. L'ultimo sondaggio, pubblicato a gennaio, rivela che il 77% degli adulti statunitensi ha una fiducia «molto alta» o «abbastanza alta» nella scienza.