La vegetazione si sposta verso l'alto nell'Himalaya
Le piante di piccole dimensioni si stanno diffondendo a quote sempre più elevate nell'Himalaya, secondo un nuovo studio che analizza decenni di dati satellitari. I ricercatori hanno osservato che la linea della vegetazione si sta spostando verso l'alto, in alcuni casi a una velocità di diversi metri all'anno.
Impatti sull'idrologia regionale
Questi cambiamenti hanno implicazioni significative per l'idrologia dell'Himalaya e, di conseguenza, per le risorse idriche delle popolazioni a valle. Lo studio, pubblicato su Ecography, sottolinea che l'Himalaya, noto come il "Terzo Polo" per le sue immense riserve di acqua dolce, è sempre più vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico.
Ruolin Leng, scienziata della Terra che ha guidato la ricerca presso l'Università di Exeter, ha dichiarato:
"Se vogliamo comprendere il cambiamento climatico nell'Himalaya, non possiamo limitarci a osservare un'unica località. Le montagne himalayane stanno subendo profonde trasformazioni ecosistemiche, e mentre gli effetti macroscopici, come lo scioglimento dei ghiacciai, sono ben documentati, i cambiamenti nella vegetazione spesso passano inosservati."
La copertura vegetale influisce su umidità del suolo, deflusso idrico e albedo della superficie terrestre, elementi cruciali per il ciclo dell'acqua. "È un fattore fondamentale per l'intero sistema idrologico", ha aggiunto Leng.
Analisi su scala regionale
I ricercatori hanno esaminato sei siti, ciascuno di circa 40.000 km², distribuiti tra Bhutan, Nepal e aree contese a ovest, coprendo una fascia longitudinale di circa 15° (equivalente alla larghezza di un fuso orario statunitense). La scelta di analizzare più località lungo un gradiente est-ovest è stata strategica, come spiegato da Stephan Harrison, climatologo dell'Università di Exeter e membro del team di ricerca:
"L'Himalaya occidentale è molto diverso da quello orientale in termini climatici. Per comprendere appieno il cambiamento climatico in questa regione, non possiamo limitarci a un singolo punto di osservazione."
Dati satellitari per monitorare i cambiamenti
Il team ha utilizzato osservazioni satellitari del programma Landsat (NASA/USGS) raccolte tra il 1999 e il 2022. Analizzando la luce visibile e quella nel vicino infrarosso, i ricercatori hanno calcolato l'Indice di Vegetazione Normalizzato (NDVI), un parametro che permette di rilevare la presenza di vegetazione anche da remoto. Karen Anderson, scienziata del remote sensing presso l'Università di Exeter, ha spiegato:
"La vegetazione riflette poca luce visibile, ma molto di più quella nel vicino infrarosso. Questa differenza consente di identificare la presenza di piante nei dati satellitari."
Dopo aver escluso i pixel oscurati da nuvole o neve, i dati hanno confermato un trend chiaro: la vegetazione sta avanzando verso quote più elevate, con conseguenze ancora da valutare per gli ecosistemi e le comunità locali.