Un uomo armato è stato fermato dai Servizi Segreti statunitensi sabato sera al Washington Hilton di Washington, durante il tradizionale gala della White House Correspondents' Association. Il presidente Donald Trump ha condiviso su social media un video delle telecamere di sicurezza, commentando:
«Un uomo ha caricato un posto di blocco armato con diverse armi ed è stato neutralizzato da membri molto coraggiosi dei Servizi Segreti».
Le autorità hanno identificato il presunto attentatore come Cole Tomas Allen, 31 anni, residente in California. Secondo le prime ricostruzioni, era armato con un fucile a canna corta, una pistola e alcuni coltelli. Durante l’intervento, un agente dei Servizi Segreti è stato colpito, ma non si conoscono ancora le sue condizioni. Allen avrebbe dichiarato agli inquirenti di voler prendere di mira «esponenti dell’amministrazione Trump», escludendo il presidente stesso.
Tuttavia, in un presunto manifesto inviato ai familiari e pubblicato dal New York Post, Allen avrebbe criticato diverse politiche dell’amministrazione Trump, definendo il presidente «pedofilo, stupratore e traditore». L’episodio ha scatenato reazioni trasversali: sia a sinistra che a destra si è parlato di un fallimento della sicurezza che richiederebbe misure più stringenti in futuro. Ma è davvero così?
Le proposte di Trump e le critiche degli esperti
Trump ha subito rilanciato la necessità di costruire una sala da ballo alla Casa Bianca, in sostituzione dell’ala Est demolita recentemente.
«Abbiamo bisogno della sala da ballo. Oggi servono livelli di sicurezza mai visti prima».Anche molti esponenti conservatori hanno sposato questa posizione. Tuttavia, solo pochi giorni fa, un giudice federale ha bloccato i lavori a causa di una causa civile presentata contro la costruzione.
L’Attorney General ad interim Todd Blanche ha pubblicato una lettera su X chiedendo ai querelanti di ritirare la causa, definendola «frivola» alla luce dell’attentato. Ma, come sottolinea Eric Boehm di Reason,
«la White House Correspondents' Association è un ente privato, e il presidente è un ospite al loro evento. Supporre che il ricevimento si sarebbe tenuto alla Casa Bianca se esistesse una sala da ballo è un errore».
Il Washington Hilton: un obiettivo vulnerabile
Il Washington Hilton, sede del gala, non è nuovo a episodi di questo tipo. Già nel 1999, il New York Times lo segnalava come «l’unico hotel con una sala abbastanza grande per ospitare 2.700 invitati». Secondo Carol Leonnig di MS NOW, il complesso «vanta una delle sale più ampie della città, ma è un hotel funzionante, difficile da proteggere».
Il Wall Street Journal ha evidenziato «gravi lacune di sicurezza» che hanno permesso a un uomo armato di avvicinarsi a un presidente che, meno di due anni fa, era sopravvissuto a un attentato durante un comizio in Pennsylvania. Nel suo manifesto, Allen avrebbe scritto:
«Ma che cavolo fa il Servizio Segreto? Arrivo con più armi e nessuno sembra sospettare che possa essere pericoloso».
L’episodio solleva una domanda cruciale: servono più controlli o solo un approccio più razionale alla sicurezza? L’espansione delle misure di sorveglianza rischia di diventare un semplice teatro della sicurezza, senza affrontare le vere vulnerabilità.