La California si prepara a un voto storico: a novembre gli elettori potrebbero decidere se riformare la California Environmental Quality Act (CEQA), la legge ambientale che da decenni rallenta lo sviluppo di progetti abitativi, infrastrutturali e di pubblica utilità. La Camera di Commercio dello Stato ha infatti presentato quasi un milione di firme per inserire una misura di riforma nel ballottaggio delle elezioni generali.
Per qualificare l’iniziativa, erano necessarie almeno 546.651 firme. Ora, la proposta dovrà essere approvata dagli uffici elettorali prima di essere sottoposta al voto popolare. La CEQA, entrata in vigore nel 1970, impone alle agenzie governative di valutare e mitigare gli impatti ambientali dei progetti approvati. Tuttavia, negli anni è diventata uno strumento di ricatto legale: gruppi di interesse, anche senza reali obiezioni ambientali, minacciano cause per ritardare progetti fino a ottenere concessioni.
La riforma proposta mira a semplificare e velocizzare il processo. Tra le principali novità:
- Introduzione di tempistiche vincolanti: le revisioni ambientali dovranno concludersi entro 365 giorni, mentre i ricorsi legali dovranno essere risolti in ulteriori 270 giorni.
- Definizione di una lista di “progetti essenziali” che includono edilizia abitativa, infrastrutture di trasporto, progetti idrici, energetici e di mitigazione degli incendi.
- Restrizione dell’ambito delle revisioni: non più analisi di tutti gli impatti ambientali “significativi”, ma verifica della conformità a standard oggettivi già esistenti.
Secondo John Myers della Camera di Commercio, l’obiettivo è portare certezza in un sistema attualmente caotico e imprevedibile. «Non stiamo cambiando nessuna legge ambientale, né garantiamo che i progetti vengano realizzati. Vogliamo solo rendere il processo di revisione più chiaro e rapido», ha dichiarato Myers a Reason.
Attualmente, i ricorsi CEQA possono protrarsi per anni, se non decenni, bloccando progetti anche fondamentali. La riforma, se approvata, potrebbe accelerare la realizzazione di migliaia di unità abitative e infrastrutture, rispondendo a una delle principali critiche mosse allo Stato: la lentezza burocratica che frena crescita e sviluppo.