Il 14 settembre, i resti di Celeste Hernandez, 14 anni, sono stati rinvenuti nel bagagliaio di una Tesla sequestrata in California. Il veicolo risultava intestato a David 'D4vd' Burke, musicista alternative noto per i suoi successi su TikTok e per le collaborazioni con Epic Games, che aveva lanciato una linea di skin ispirate al suo personaggio per Fortnite.
Dopo un’indagine approfondita, Burke è stato arrestato all’inizio di questo mese e accusato di omicidio, occultamento di cadavere e abuso sessuale continuato su minore. Pur dichiarandosi non colpevole, le accuse contro di lui si fanno sempre più gravi.
Secondo i pubblici ministeri, Burke avrebbe pugnalato la ragazza dopo che lei lo aveva minacciato di rendere pubblica la loro relazione illegale. Ma le dinamiche del delitto, ricostruite attraverso i documenti giudiziari, sono ancora più agghiaccianti.
Acquisti macabri online per nascondere il crimine
Le carte processuali rivelano che Burke avrebbe acquistato su Amazon e Home Depot, utilizzando lo pseudonimo 'Victoria Mendez', strumenti come motoseghe, un pool gonfiabile blu, un sacco per cadaveri e una pala. Inoltre, nel luglio 2024, avrebbe ordinato una 'gabbia per bruciare', probabilmente per distruggere prove.
«Dopo aver posto il corpo della vittima nel pool gonfiabile per evitare che il sangue sporcasse il pavimento del garage, l’imputato avrebbe usato una motosega e altri attrezzi per tagliare gli arti della ragazza».
— Estratto della denuncia del procuratore distrettuale
Le analisi forensi hanno rilevato tracce di sangue nel garage e frammenti di plastica blu compatibili con il pool gonfiabile. Le accuse si estendono anche al possesso di materiale pedopornografico.
La difesa: «Non è stato lui»
L’avvocato di Burke ha dichiarato che presenterà «prove concrete» per dimostrare l’innocenza del suo assistito e che difenderà strenuamente la sua posizione. Tuttavia, il caso continua a destare sgomento, soprattutto per il contesto in cui è maturato.
Burke, prima dell’arresto, era un personaggio pubblico: la sua fama era cresciuta grazie a TikTok e alle collaborazioni con Epic Games, che nel 2025 aveva lanciato skin a lui ispirate per Fortnite. Dopo le accuse, la società ha annunciato il rimborso degli acquirenti e una revisione delle politiche interne.
«Abbiamo ascoltato le preoccupazioni. Stiamo implementando una serie di cambiamenti», ha twittato Epic Games.
Questo caso, già definito come uno dei più raccapriccianti degli ultimi anni, solleva interrogativi sulla responsabilità delle piattaforme digitali e sulla facilità con cui strumenti letali possono essere acquistati online, anche per fini criminali.