Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha inviato una lettera di accusa alla facoltà di medicina di Yale, sostenendo che pratica una discriminazione illegale contro i candidati che non sono neri o ispanici. La stessa accusa è stata rivolta la scorsa settimana all'Università della California, Los Angeles (UCLA), per la sua facoltà di medicina.
Le accuse arrivano dopo una sentenza della Corte Suprema del 2023 che ha vietato l'uso delle azioni affermative nelle decisioni di ammissione. Tuttavia, secondo l'amministrazione Trump, le due università avrebbero continuato a praticare discriminazioni, come evidenziato dalle differenze nei punteggi dei test e nelle medie dei voti (GPA) tra studenti di diversi gruppi razziali registrate negli ultimi tre cicli di ammissione.
Le lettere del Dipartimento di Giustizia non specificano quali prove concrete siano state utilizzate per sostenere le accuse, ma sottolineano come le differenze nei risultati accademici tra gruppi razziali possano indicare pratiche discriminatorie.
«Le politiche di ammissione delle università devono essere basate sul merito e non sulla razza», ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Giustizia.
Le due facoltà di medicina interessate non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle accuse. Tuttavia, è probabile che seguiranno una linea difensiva basata sul rispetto delle normative vigenti e sulla necessità di garantire una rappresentanza diversificata nei propri programmi di studio.