La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha proposto questa settimana una modifica ai propri regolamenti per eliminare i riferimenti al termine "genere", sostituendolo con indicazioni più precise sulla "sesso biologico". La decisione, ispirata a un ordine esecutivo del 2025 dell’amministrazione Trump, mira a uniformare le politiche federali, ma solleva dubbi sugli effetti per la ricerca clinica, soprattutto per le popolazioni transgender e non binarie.

Secondo l’agenzia, la proposta non comporterebbe cambiamenti significativi nelle pratiche industriali. Tuttavia, alcuni esperti legali avvertono che la modifica potrebbe influenzare la selezione dei partecipanti agli studi clinici e la rappresentatività dei dati, con rischi per gruppi storicamente sottorappresentati nella ricerca farmaceutica.

La Louisiana, guidata da un procuratore generale repubblicano, ha presentato un’istanza alla Corte Suprema per bloccare la distribuzione di pillole abortive tramite telemedicina e spedizione postale. La mossa fa parte di una strategia legale volta a revocare una regolamentazione del 2023 emanata durante la presidenza Biden, che aveva semplificato l’accesso al farmaco mifepristone.

Nel documento depositato, la Louisiana sostiene che la normativa ha permesso un aumento delle aborti farmacologici, nonostante lo stato abbia introdotto una quasi totale proibizione dell’interruzione di gravidanza. I produttori del farmaco hanno richiesto alla Corte di sospendere la decisione di un tribunale inferiore che aveva limitato la distribuzione del mifepristone a livello nazionale, ma l’amministrazione statale si oppone.

Parallelamente, la FDA ha annunciato l’introduzione di un programma pilota per ispezioni in un solo giorno, volto a ridurre i tempi di valutazione dei siti di produzione farmaceutica. L’iniziativa, già testata con successo in alcuni casi, mira a velocizzare i controlli senza compromettere gli standard di sicurezza, garantendo una risposta più rapida alle emergenze sanitarie.

Le nuove misure, che si inseriscono in un contesto di revisione delle politiche sanitarie statunitensi, potrebbero avere ripercussioni sia sulla ricerca che sull’accesso ai farmaci, con implicazioni che vanno oltre i confini nazionali.