Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato una nuova istanza in cui sostiene che il salone presidenziale proposto da Donald Trump rappresenterebbe un "dono al popolo americano". Secondo l'atto depositato dall'avvocato generale ad interim Todd Blanche, chi si oppone al progetto sarebbe affetto da una presunta "sindrome da derangement per Trump".
La difesa del governo si basa su argomenti tipici dell'ala più radicale del MAGA, tra cui il recente attentato al Galà dei corrispondenti della Casa Bianca. Il documento fa parte della risposta alla causa intentata dal National Trust for Historic Preservation contro la costruzione del salone, accusato di violare le norme di tutela del patrimonio storico.
Le motivazioni del Dipartimento di Giustizia
Nell'istanza, il governo afferma che il salone sarebbe essenziale per garantire la sicurezza del presidente durante eventi di rilievo. Il documento recita:
"Gli attentati dimostrano chiaramente ciò che i convenuti hanno sostenuto fin dall'inizio: i presidenti necessitano di uno spazio sicuro per eventi significativi, attualmente inesistente a Washington. L'inibitoria emessa dal tribunale che blocca il progetto non può più essere giustificata. Per consentire la prosecuzione dei lavori e risparmiare risorse giudiziarie, il tribunale dovrebbe immediatamente emanare un'ordinanza che indichi la revoca immediata dell'inibitoria."
Il salone, secondo la descrizione fornita, sarebbe dotato di colonne in acciaio resistente ai missili, ventilazione militare, soffitti anti-drone e vetri antiproiettile, antischegge e resistenti alle esplosioni. Il costo stimato supererebbe il miliardo di dollari. Il governo lo definisce addirittura "Salone Top Secret Militare" e attribuisce la causa intentata dal National Trust for Historic Preservation esclusivamente a motivazioni politiche.
Le accuse di pregiudizio politico
Il documento prosegue sostenendo che la causa sia frutto di un "pregiudizio politico radicato". Secondo l'istanza,
"Questo fatto è rilevante anche ai fini del merito, poiché dimostra che un bias politico ha portato a questa causa infondata e pericolosa. Una schiera bipartisan di legislatori, analisti e opinionisti ha riconosciuto che il salone è più necessario che mai. Si tratta di un dono per il popolo degli Stati Uniti e per i futuri presidenti."
Il governo chiede quindi al tribunale di respingere la causa come "frivola" e di revocare l'inibitoria, permettendo la prosecuzione dei lavori senza ulteriori ostacoli. La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza dei progetti presidenziali e sulla gestione delle risorse pubbliche.