Secondo il Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), El Niño è «probabile che emerga a breve» con un 82% di probabilità di iniziare già tra questo mese e luglio. Inoltre, esiste un 96% di probabilità che il fenomeno continui da dicembre 2024 a febbraio 2027.

Il rapporto, pubblicato giovedì, sottolinea che, nonostante permanga una «sostanziale incertezza» sulla forza massima di El Niño durante la stagione degli uragani, le condizioni estive potrebbero favorire lo sviluppo di eventi «molto intensi». Gli esperti ricordano che i più forti episodi di El Niño nella storia hanno visto una significativa interazione tra oceano e atmosfera già durante l’estate.

Parallelamente, il 2024 si sta già delineando come uno degli anni più caldi mai registrati: lo scorso aprile è stato il quarto più caldo a livello globale dal 1850, anno in cui sono iniziate le rilevazioni sistematiche.

Che cos’è El Niño?

El Niño è un fenomeno meteorologico complesso caratterizzato dal riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico, con temperature superiori alla media. Questo evento è causato dall’indebolimento — e in alcuni casi dall’inversione — dei venti che normalmente soffiano da ovest verso est, come spiega lo U.S. Geological Survey (USGS).

La variazione dei venti trasporta acqua calda dal Sud America verso l’Asia, sostituita da acque fredde che risalgono in superficie attraverso un processo chiamato upwelling, secondo la NOAA. Le conseguenze di El Niño sono globali e possono includere:

  • Tempeste e alluvioni più intense, soprattutto nel Sud-Est degli Stati Uniti e lungo la Golfo del Messico;
  • Incendi boschivi e siccità prolungata, come dimostrato dalla grave siccità nei Caraibi durante il Super El Niño del 2015.

Tipicamente, El Niño dura tra i 9 e i 12 mesi e si verifica in media ogni 2-7 anni.

Origine del termine

Il nome «El Niño», che in spagnolo significa «bambino piccolo», fu coniato da un pescatore sudamericano nel XVII secolo. Egli notò per primo l’insolito riscaldamento delle acque del Pacifico, un fenomeno che oggi rappresenta una delle principali preoccupazioni per la comunità scientifica internazionale.