Un incendio di vaste proporzioni sta devastando le Everglades, in Florida, dopo settimane di siccità estrema. Il Max Road Miramar Fire, così chiamato dalle autorità, è divampato domenica scorsa vicino a Miami e, secondo il Florida Forest Service, aveva già bruciato almeno 5.600 ettari entro lunedì mattina, con un grado di contenimento pari solo al 30%.

Immagini e video mostrano enormi colonne di fumo nero che oscurano il cielo, riducendo la visibilità sulle principali arterie stradali della zona. Mappe interattive come Watch Duty e Esri’s Wildfire Aware stanno monitorando in tempo reale la propagazione delle fiamme, che minacciano un ecosistema già fragile.

Sebbene le Everglades siano spesso associate a paludi, la stagione secca che va da dicembre a metà maggio può trasformare la vegetazione in un combustibile ideale per gli incendi. Quest’anno, però, la siccità è senza precedenti: la Florida sta vivendo la peggiore crisi idrica degli ultimi 15 anni, con la maggior parte dello stato in condizioni di siccità estrema e alcune contee della Panhandle addirittura in siccità eccezionale, secondo il National Weather Service.

Le condizioni aride hanno già favorito oltre 2.000 incendi dall’inizio dell’anno, bruciando più di 86.000 ettari di territorio. Un dato allarmante, considerando che in un anno normale la Florida registra circa 2.400 incendi. Anche la Georgia sta affrontando una situazione simile, con incendi che hanno già devastato oltre 120.000 ettari di terreno, un’area quattro volte più grande di Disney World.

Gli esperti sottolineano che, sebbene gli incendi controllati siano talvolta necessari per rigenerare il suolo, la portata attuale è tutt’altro che naturale. Steve Davis, responsabile scientifico della Everglades Foundation, aveva già avvertito nel 2025: «È normale che le Everglades si asciughino, ma non brucino su larga scala». La siccità estrema, unita alle temperature sempre più elevate causate dal cambiamento climatico, sta rendendo gli incendi più frequenti e distruttivi.

Il rischio non riguarda solo le condizioni meteorologiche. A aprile, il U.S. Forest Service ha annunciato la chiusura di tre quarti delle sue strutture di ricerca, una decisione che preoccupa gli scienziati per la perdita di dati cruciali sul monitoraggio degli incendi e sul cambiamento climatico. Julian Reyes, capo di gabinetto dell’Union of Concerned Scientists, ha dichiarato: «Molti strumenti e dati utilizzati dai vigili del fuoco per combattere gli incendi potrebbero venire meno».

La combinazione di siccità, temperature record e riduzione delle risorse scientifiche sta creando una tempesta perfetta per la gestione delle emergenze ambientali. Le autorità locali stanno intensificando gli sforzi per contenere le fiamme, ma la situazione rimane critica per la fauna selvatica, già provata dalla carenza d’acqua e dall’inquinamento atmosferico.