In vista del 250° anniversario degli Stati Uniti, Ford ha presentato una versione rivista della Mustang GTD Spirit of America, un’edizione speciale che celebra l’ingegno americano e la capacità di competere con i migliori sportivi al mondo.

Il nome dell’auto è un omaggio a Craig Breedlove, leggendario pilota di velocità su terra e ingegnere aerospaziale. Breedlove rivoluzionò il mondo delle corse negli anni ’60, installando un motore a reazione avanzato su un telaio modificato e superando i 500 e 600 mph. La sua audacia, secondo Ford, ha ispirato l’innovazione americana in ogni settore, compresa la squadra che ha sviluppato la Mustang GTD.

La vettura si distingue per una livrea asimmetrica in Race Red e Lightning Blue, applicata su una base di bianco Performance. Le strisce, disposte in modo originale, richiamano anche il badge a tre barre della Mustang. Il front splitter e l’ala posteriore in fibra di carbonio esposta, uniti a dettagli come i copricerniera e le paratie dell’ala in rosso, conferiscono un aspetto aggressivo e distintivo. Le ruote Forgeline nere completano il design.

All’interno e sotto il cofano, la GTD Spirit of America non cambia: monta ancora il potente V8 supercompresso da 5.2 litri e 815 CV. Il pacchetto Performance, di serie, include elementi aerodinamici anteriori e posteriori, con l’ala posteriore attiva. Gli appassionati sperano che alcune soluzioni aggiuntive della versione Competition, come i canard supplementari e le ruote posteriori con dischi aerodinamici, possano essere introdotte anche in questa edizione speciale.

Un omaggio all’innovazione americana

«La Mustang GTD rappresenta l’apice delle prestazioni Mustang», ha dichiarato Jim Owens, brand manager della GTD. «La Spirit of America celebra il coraggio dietro questa performance. Senza pionieri come Breedlove, che hanno spinto i limiti e sfidato i giganti del settore in modo tutto americano, questa vettura non sarebbe stata possibile».

Chi desidera aggiudicarsi la Mustang GTD Spirit of America ha tempo fino al 18 maggio per presentare la propria candidatura.

Fonte: Hagerty