I prezzi medi della benzina negli Stati Uniti potrebbero non tornare sotto i 3 dollari al gallone, livelli pre-guerra in Iran, prima del prossimo anno. A dichiararlo è stato il segretario all’Energia statunitense Chris Wright, intervistato da CNN domenica scorsa.
Le ragioni della crisi
Il conflitto in Iran ha determinato un significativo aumento dei prezzi della benzina, che erano stati relativamente bassi fino a poco tempo fa. Questa impennata potrebbe avere ripercussioni negative per i repubblicani alle prossime elezioni di midterm.
Le dichiarazioni di Wright
Interrogato sulla tempistica per un ritorno sotto i 3 dollari al gallone, Wright ha risposto:
«Potrebbe accadere entro la fine di quest’anno, ma non è escluso che si verifichi solo nel 2025».
Ha aggiunto:
«I prezzi hanno probabilmente raggiunto il picco massimo e inizieranno a scendere, soprattutto in caso di risoluzione del conflitto».
Durante l’intervista su State of the Union, Wright ha sottolineato che un prezzo sotto i 3 dollari al gallone rappresenta un traguardo eccezionale in termini di inflazione aggiustata. Ha inoltre affermato che l’amministrazione Trump ha gestito con successo questa crisi senza precedenti.
I dati attuali
Secondo i dati di AAA, il prezzo medio della benzina ha raggiunto quest’anno il picco di 4,16 dollari al gallone, per poi attestarsi a 4,05 dollari nelle ultime settimane. Wright ha evidenziato che questo valore è comunque 1 dollaro in meno rispetto al picco registrato durante l’era Biden nel 2022.
L’impatto sulle famiglie
Un sondaggio CBS News/YouGov di questo mese ha rivelato che il 51% degli adulti statunitensi considera i prezzi della benzina una difficoltà finanziaria o una grave preoccupazione per le finanze familiari. Questo dato si aggiunge ad altri sondaggi che mostrano una crescente preoccupazione per i costi del carburante.
Le prospettive future
La situazione potrebbe evolversi ulteriormente in base all’andamento del conflitto in Iran e alle politiche energetiche adottate. Wright ha sottolineato che una risoluzione del conflitto favorirebbe un calo dei prezzi, ma ha anche evidenziato che i livelli attuali rimangono inferiori a quelli registrati in passato.
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