Un lungo contenzioso tra Sony PlayStation e i suoi utenti potrebbe concludersi presto grazie all’approvazione, il 29 aprile, di un accordo preliminare per una causa collettiva. La vicenda risale al 2023, quando Sony decise di interrompere la vendita di voucher specifici per i giochi tramite rivenditori terzi, come Amazon, GameStop e Walmart, riservando la vendita esclusivamente tramite il PlayStation Store.

Gli attori della causa sostengono che questa decisione violi le leggi antitrust federali, eliminando la concorrenza nella vendita dei voucher digitali. Tuttavia, Sony ha sempre negato ogni addebito, affermando che l’accordo è stato raggiunto per «evitare ulteriori spese e distrazioni legate alla prosecuzione del contenzioso», come riportato da Reuters. Finora, nessun tribunale ha stabilito che Sony abbia violato la legge.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere sull’accordo.

Quanto ammonta il risarcimento?

Il giudice del Tribunale Distrettuale Settentrionale della California ha approvato un risarcimento preliminare di 7,85 milioni di dollari, destinato agli utenti interessati. Secondo i documenti del tribunale, circa 4 milioni di utenti sono stati automaticamente inclusi nella causa collettiva. L’importo individuale non è ancora stato definito, ma si stima che circa il 25% dei fondi sarà destinato alle spese legali.

Chi può richiedere il risarcimento?

Possono presentare domanda gli utenti residenti negli Stati Uniti che hanno acquistato almeno un gioco digitale tramite il PlayStation Store tra il 1° aprile 2019 e il 31 dicembre 2023. L’elenco dei titoli idonei include giochi popolari come The Last of Us, Resident Evil 4 e FIFA.

Come richiedere il pagamento?

La maggior parte degli utenti con un profilo PlayStation Network attivo riceverà automaticamente il pagamento sul portafoglio associato al proprio account. Chi ha disattivato il profilo dovrà invece inviare una richiesta scritta all’indirizzo [email protected], allegando la prova dell’acquisto. Gli utenti che desiderano escludersi dall’accordo potranno farlo inviando una richiesta scritta entro il 2 luglio 2026, mantenendo così il diritto di intentare un’azione legale individuale.