Una delle primarie democratiche più combattute del 2026 si è conclusa in modo inaspettato giovedì, quando la governatrice del Maine, Janet Mills, ha sospeso la sua campagna per il Senato, consegnando la nomination a Graham Platner, allevatore di ostriche e outsider politico. Il seggio, attualmente occupato dalla senatrice repubblicana Susan Collins, era considerato uno dei principali obiettivi dei democratici per le elezioni di novembre.

La vittoria di Platner solleva interrogativi su cosa abbia davvero determinato la sconfitta di Mills: l'ostilità verso l'establishment, la sua età, una campagna mal gestita o una combinazione di questi fattori? Come ha fatto Platner a sopravvivere a uno scandalo che avrebbe potuto stroncare la sua corsa? Le sue posizioni progressiste radicali sono state un vantaggio o un peso? E quanto conta questo risultato per le tendenze nazionali, o è solo il frutto di dinamiche locali e di candidati particolari?

Per rispondere a queste domande, abbiamo intervistato Alex Seitz-Wald, giornalista politico di lungo corso trasferitosi nel Maine, dove ora lavora come vicedirettore del Midcoast Villager, un quotidiano locale. Da quando la primaria del Maine ha attirato l'attenzione nazionale, Seitz-Wald è diventato una fonte autorevole per i reporter che cercano di comprendere la politica dello stato, tanto da essere soprannominato il "Maine-splainer". Ecco cosa ha dichiarato.

Perché la campagna di Janet Mills è fallita?

Janet Mills, governatrice in carica, era considerata la candidata ideale per sfidare Susan Collins. Molti credevano che solo lei potesse rendere competitivo il seggio. Eppure, è stata sconfitta da un candidato sconosciuto. Qual è stato l'errore principale?

Se dovessi indicare una sola ragione, direi che ha condotto una campagna disastrosa. Ho visto decine di campagne per il Senato e, in 15 anni di giornalismo politico nazionale, questa è una delle peggiori che abbia mai seguito. La domanda che tutti si facevano, ma che lei non ha mai davvero affrontato, era: voleva davvero candidarsi?

Secondo Seitz-Wald, Mills ha commesso errori evitabili: ha ritardato l'annuncio della candidatura, nonostante le pressioni di Chuck Schumer e dei vertici democratici nazionali. La sua campagna è stata caratterizzata da una scarsa presenza pubblica, poca energia e una strategia mediatica obsoleta. Questi erano fattori su cui avrebbe potuto intervenire.

Altri elementi, invece, sfuggivano al suo controllo. Il primo era la sua età: avrebbe compiuto 79 anni al momento dell'insediamento. Inoltre, la sua candidatura è partita subito dopo il fallimento di Joe Biden alle presidenziali del 2024, quando Donald Trump ha riconquistato la Casa Bianca. L'amarezza per quella sconfitta era ancora viva tra gli elettori democratici, che si sentivano traditi dalle promesse della Casa Bianca e dai vertici del partito. In uno stato come il Maine, il più anziano degli USA, l'età non è di per sé un problema, ma molti democratici, anche donne anziane, hanno ammesso di apprezzare Mills come governatrice ma di non volerla sostenere in questa corsa.

Le tensioni nel Partito Democratico

La sconfitta di Mills riflette anche le divisioni interne al Partito Democratico, tra chi cerca di difendere l'establishment e chi, come Platner, incarna la spinta verso posizioni più radicali. Platner, con le sue idee progressiste estreme, ha saputo catalizzare il malcontento verso la politica tradizionale, mentre Mills rappresentava proprio l'establishment che molti elettori democratici vogliono superare.

La domanda ora è: questo risultato è un segnale di un cambiamento più ampio nel partito, o è solo il frutto di dinamiche locali e di candidati particolari? Secondo Seitz-Wald, la risposta non è scontata. "Il Maine è uno stato peculiare, con una politica molto diversa dal resto del paese", ha spiegato. "Le dinamiche qui non sempre riflettono quelle nazionali."

Quel che è certo è che la vittoria di Platner ha scosso le gerarchie del Partito Democratico nel Maine e ha aperto nuove incognite per le elezioni di novembre, quando dovrà affrontare la senatrice repubblicana Susan Collins in una sfida che si preannuncia serrata.

Fonte: Vox