Il 1998 rappresenta un anno fondamentale per Lamborghini. È in questo periodo che il marchio italiano passa sotto il controllo del Gruppo Volkswagen, precisamente sotto la divisione Audi, e avvia lo sviluppo di un modello più accessibile rispetto alle costose supercar dell'epoca. Sebbene l'idea della Gallardo non fosse nuova — già negli anni '70 erano stati presentati modelli come l'Urraco e il Jalpa, e nel 1995 la concept car Calà aveva anticipato il concept — fu solo nel 2003 che la vettura vide finalmente la luce, distinguendosi nettamente dalla Murciélago appena lanciata.
La Gallardo si trovò a competere con rivali del calibro della Porsche 911, della Ferrari 360 (e in seguito 430), della Mercedes-Benz SL55 AMG e, in seguito, dell'Aston Martin V8 Vantage. Tuttavia, il suo punto di forza era il marchio stesso: Lamborghini, fino ad allora riservato a pochi eletti, ora offriva una supercar più accessibile, pur mantenendo un'aura di esclusività. Sebbene non abbia democratizzato del tutto il possesso di una supercar, la Gallardo ha aperto le porte a un nuovo pubblico di appassionati, che ne hanno subito apprezzato le caratteristiche.
I primi acquirenti della Gallardo si sono trovati al volante di una supercar da 500 CV con trazione integrale, capace di prestazioni di assoluto rilievo: lo scatto da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi e una velocità massima di 310 km/h. Il cuore pulsante della vettura era un V10 da 5.0 litri, più esotico e potente dei V8 dei rivali, montato in posizione centrale. Gli acquirenti potevano scegliere tra un cambio manuale a sei marce, con la leva in posizione centrale e il caratteristico selettore in cromo, oppure optare per le palette al volante che comandavano il cambio automatico manuale E-gear. Quest'ultima soluzione, benché più comoda nel traffico urbano, acquisì presto la fama di essere poco affidabile a causa dell'eccessivo consumo di frizione.
Nel 2006 arrivò la versione speciale SE, equipaggiata con una versione potenziata del V10 da 520 CV, che venne poi montata anche sulla nuova Spyder. Seguirono numerose edizioni limitate, tra cui la Superleggera, che riduceva il peso di 100 kg e portava la potenza a 530 CV. Questo si tradusse in uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi e una velocità massima di 325 km/h. Nel 2009, il V10 da 5.0 litri lasciò spazio a una versione da 5.2 litri con 552 CV, capace di raggiungere i 100 km/h in 3,7 secondi e una velocità massima di 325 km/h. Anche in questo caso, furono lanciate diverse versioni speciali, tra cui la più ambita è senza dubbio la LP550-2 Valentino Balboni del 2010. Questo modello, intitolato al leggendario collaudatore Lamborghini, era caratterizzato dalla trazione posteriore e da un peso inferiore di 120 kg rispetto alla versione standard, offrendo un'esperienza di guida ancora più pura e coinvolgente.