L’intelligenza artificiale sta progressivamente eliminando alcune mansioni di ingresso che, tradizionalmente, formano la nuova generazione di avvocati d’élite. Il modello di business degli studi legali di grandi dimensioni si basa proprio su questa struttura: un esercito di giovani associati che imparano sul campo attraverso il lavoro pratico.

Se l’AI sostituisce questi ruoli, il rischio è una crisi di talenti senza precedenti per la professione legale. Il percorso verso la partnership, un tempo scandito da anni di gavetta, sta già cambiando radicalmente.

L’AI riscrive le regole della formazione legale

Secondo David Freeman Engstrom, professore di diritto alla Stanford Law School, gli studi legali stanno correndo per «estrarre la conoscenza dei propri avvocati» e integrarla in sistemi di intelligenza artificiale, portali clienti e strumenti di autoservizio. Questo potrebbe portare a «un mondo in cui serviranno meno avvocati umani».

Nuovi lavori o perdita di opportunità?

Tiffany J. Tucker, direttrice dello sviluppo professionale presso l’Università di Houston Law Center, offre una prospettiva diversa: l’AI potrebbe non eliminare i posti di livello base, ma crearne di nuovi. «Gli studenti con competenze in intelligenza artificiale stanno diventando i candidati più appetibili», afferma. «Chi non padroneggia questi strumenti rischia di restare indietro».

Engstrom aggiunge che l’AI potrebbe anche aprire nuove frontiere per servizi legali attualmente non soddisfatti dal mercato.

Gli studi legali si riorganizzano intorno all’AI

Non si tratta più di sperimentazione: le grandi firme stanno già ristrutturando i propri processi per integrare l’intelligenza artificiale. Strumenti avanzati vengono utilizzati per ricerche legali, preparazione alle cause, revisione documenti e analisi della giurisprudenza.

Anche i giudici stanno iniziando a impiegare l’AI per redigere e sintetizzare sentenze. Alcuni studi, come O’Shearman e Harvey, hanno annunciato l’introduzione di agenti AI per flussi di lavoro legali complessi, sia per uso interno che per la vendita a clienti e altri studi.

Paul, Weiss, Rifkind, Wharton & Garrison ha iniziato a testare strumenti come Harvey nel 2023, integrandoli poi nelle attività quotidiane: dalla stesura di documenti all’analisi contrattuale.

Tagli al personale e riduzione delle assunzioni

Tuttavia, l’efficienza portata dall’AI sta già mostrando il suo lato oscuro. Alcuni grandi studi stanno riducendo il personale, citando l’adozione crescente di questi strumenti. Clifford Chance, uno dei più grandi studi internazionali, ha annunciato tagli occupazionali nel 2024, attribuendoli all’implementazione dell’AI, come riportato dal Financial Times.

Un rapporto del 2025 sul mercato legale rivela che molti studi hanno ridotto il ritmo delle assunzioni di associati o tagliato i programmi di summer associate, tradizionali stage retribuiti che servivano anche a reclutare futuri talenti.

Il paradosso dell’efficienza: meno lavoro per gli umani

Nik Guggenberger, professore alla University of Houston Law Center, spiega che il lavoro di livello base ha sempre avuto due funzioni: fatturare e formare. «Se sempre più mansioni formative vengono automatizzate, non ci sarà più materiale su cui addestrare i giovani avvocati», afferma. «Se il modello si sposta su partner e agenti AI, sarà quasi impossibile entrare nel settore».

Tra le righe, Guggenberger sottolinea un pericolo: se l’AI elimina i ruoli di base, gli studi dovranno inventare un nuovo sistema di apprendistato. Altrimenti, rischiano di formare avvocati capaci di supervisionare l’output dell’AI, ma privi del giudizio necessario per riconoscere quando questi output sono sbagliati.

Engstrom conclude che il prossimo anno sarà cruciale: gli studi dovranno capire come utilizzare i dati dei clienti, costruire flussi di lavoro AI e affrontare questioni spinose come il consenso. Mentre l’automazione avanza, il tradizionale «modello di leverage» — basato su un alto numero di associati junior rispetto ai partner — potrebbe non essere più sostenibile.

Fonte: Axios