La convinzione è il motore nascosto dietro ogni azione. Secondo Nir Eyal, autore di bestseller e ricercatore, la motivazione non segue un percorso lineare tra ciò che desideriamo e ciò che facciamo, ma forma un triangolo in cui la convinzione rappresenta il terzo vertice, spesso trascurato.

Eyal, noto per il suo libro Indistractable, ha dedicato sei anni di ricerca a questo tema insieme alla moglie Julie Lee, culminati nel nuovo libro Beyond Belief. Il risultato è una tesi rivoluzionaria: le convinzioni non sono verità assolute, ma strumenti che possiamo modificare per ottenere risultati straordinari.

Dall’intuizione alla scienza: perché le convinzioni contano

Il percorso di Eyal verso questa scoperta è partito da un’osservazione sorprendente. Dopo il successo di Indistractable, molti lettori gli confessarono di aver applicato ogni consiglio senza però ottenere cambiamenti concreti. «Mi hanno detto: “Ho letto il primo passo, ma non l’ho fatto”», racconta Eyal. «Poi ho realizzato che anch’io ho libri sugli scaffali che ho letto senza mai metterne in pratica i consigli».

Questa presa di coscienza lo ha spinto a indagare più a fondo, portandolo a una conclusione chiave: sapere cosa fare non basta. «Puoi conoscere esattamente la strategia, desiderare il risultato, ma non agire», spiega. «Quello che manca è la convinzione».

Convinzioni: strumenti, non dogmi

Eyal distingue chiaramente tra convinzioni, fatti e fede. I fatti sono oggettivi e immutabili: la Terra è rotonda indipendentemente da ciò che crediamo. La fede, invece, è una convinzione che non richiede prove e raramente cambia. Le convinzioni, invece, occupano una posizione intermedia: sono convinzioni aperte alla revisione in base a nuove evidenze.

«Le convinzioni sono strumenti, non verità», afferma Eyal. «Come un falegname che usa solo un martello perché una volta ha funzionato bene, spesso portiamo con noi convinzioni limitanti che ci hanno protetto in passato, ma che oggi non ci servono più».

Il potere delle convinzioni nella leadership e nella vita quotidiana

Per i leader, questa scoperta ha implicazioni immediate. Eyal cita Amazon e il suo motto «Day 1» come esempio di come le organizzazioni possano progettare le proprie convinzioni a livello strutturale. «Le convinzioni sono la cultura codificata», spiega. «Se vuoi cambiare un’organizzazione, devi prima cambiare le convinzioni che la guidano».

Ma il discorso non riguarda solo le aziende. Anche nella vita personale, riconoscere e modificare le convinzioni limitanti può aprire la strada a risultati straordinari. «Non si tratta di credere ciecamente», conclude Eyal. «Si tratta di essere disposti a mettere in discussione ciò che crediamo, per scoprire se ci sta davvero aiutando a crescere».

«Le convinzioni sono strumenti, non verità. Come un falegname che usa solo un martello perché una volta ha funzionato bene, spesso portiamo con noi convinzioni limitanti che ci hanno protetto in passato, ma che oggi non ci servono più». — Nir Eyal