Una strategia basata su ideologia, non su dati concreti

La strategia antiterrorismo del consigliere della Casa Bianca Sebastian Gorka, pubblicata dopo mesi di ritardi, ha suscitato polemiche tra gli esperti. Secondo funzionari e analisti attuali e ex, il documento di 16 pagine, disseminato di refusi, classifica le minacce in base a criteri politici piuttosto che a valutazioni di intelligence.

Le priorità secondo Gorka: cartelli e jihadisti, ma non la destra violenta

Mentre i cartelli della droga latinoamericani vengono indicati come principale minaccia, seguiti dai gruppi jihadisti, la violenza di estrema destra — già definita dall'FBI come la principale minaccia interna — non viene nemmeno menzionata. Al contrario, i movimenti di sinistra radicale, responsabili di una minima parte della violenza estremista negli Stati Uniti, vengono equiparati ad organizzazioni terroristiche globali come al-Qaida.

«È emerso un nuovo tipo di terrorismo interno», si legge nel documento, «guidato da estremisti violenti che hanno adottato ideologie antitetiche alla libertà e allo stile di vita americano».

Elogi a Trump, ma poche soluzioni concrete

La strategia, oggetto di un recente report di ProPublica, poggia pesantemente sull'agenda di sicurezza nazionale di Donald Trump, ma offre pochi dettagli su come affrontare le priorità dell'amministrazione: i «narcoterroristi» latinoamericani, i gruppi jihadisti e gli antifascisti e anarchici di sinistra violenti.

Gorka, che coordina la politica antiterrorismo della Casa Bianca presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale, ha definito il documento un «ritorno al buon senso» dopo la strategia del 2021 di Joe Biden, centrata principalmente sulle minacce di estrema destra. Il nuovo piano menziona Biden sette volte.

«Questo mi dice che questa amministrazione non sta prestando attenzione ai dati, a ciò che i nostri alleati vedono a livello globale, o a quali siano le reali fonti di violenza e come possano essere prevenute».

— Cynthia Miller-Idriss, direttrice del Polarization and Extremism Research and Innovation Lab presso l'American University

Critiche bipartisan e accuse di strumentalizzazione politica

La strategia di Gorka è stata criticata per aver ignorato le valutazioni dell'FBI e per aver equiparato minacce marginali a organizzazioni terroristiche di rilievo globale. I repubblicani hanno spesso dipinto l'attenzione di Biden sulla destra violenta come un tentativo di reprimere l'organizzazione conservatrice, un'idea che ha alimentato la grazia presidenziale di Trump a oltre 1.500 imputati, tra cui alcuni responsabili dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

Gorka non ha risposto alle richieste di commento. La Casa Bianca, interpellata sulle critiche al piano, ha rimandato a diverse dichiarazioni pubbliche di Gorka che ne lodano i contenuti. Olivia Wales, portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato in una email: «Il presidente Trump sta schiacciando le minacce terroristiche contro gli Stati Uniti e non permetterà mai ai cartelli, ai jihadisti o ai governi che li sostengono di complottare impunemente contro i nostri cittadini».

Le cinque criticità della strategia di Gorka

  • Classificazione politica delle minacce: Il documento si basa su criteri ideologici piuttosto che su valutazioni di intelligence, ignorando le reali fonti di violenza.
  • Ignoranza della destra violenta: Nonostante l'FBI la identifichi come la principale minaccia interna, non viene menzionata nel piano.
  • Equiparazione della sinistra radicale ad al-Qaida: I movimenti di estrema sinistra vengono trattati alla stregua di organizzazioni terroristiche globali, nonostante la loro scarsa rilevanza.
  • Pochi dettagli operativi: La strategia elogia Trump ma non fornisce piani concreti per affrontare le priorità dell'amministrazione.
  • Menzioni ripetute a Biden: Il documento cita sette volte l'ex presidente, suggerendo una contrapposizione politica piuttosto che una valutazione oggettiva delle minacce.

Le reazioni degli esperti

Gli analisti sottolineano come la strategia rifletta una visione distorta delle minacce reali, ignorando dati consolidati e allineandosi a una narrativa politica. «Questo approccio rischia di distrarre le risorse da quelle che sono davvero le fonti di violenza e instabilità», ha dichiarato un ex funzionario dell'FBI.