Nel ottobre 2024, si parlava dell’ingresso del settore tech in una nuova fase definita ‘silent firing’: le aziende non eliminavano posti di lavoro in modo plateale, ma li ridefinivano in modo sottile, spingendo i dipendenti all’abbandono volontario per prepararsi all’automazione su larga scala. Quello che allora sembrava un avvertimento ora appare come una tendenza concreta.

L’annuncio di Amazon del gennaio 2026, che prevede 16.000 licenziamenti, porta a circa il 10% la riduzione del personale corporate. La dirigenza, tuttavia, distingue queste misure dall’impatto dell’intelligenza artificiale. Come dichiarato dall’amministratore delegato Andy Jassy dopo precedenti tagli,

«l’annuncio non è stato guidato da motivi finanziari, né tantomeno dall’IA, almeno non al momento».

Parallelamente, Jassy ha sottolineato il ruolo già centrale dell’IA in Amazon, affermando che

«in ogni angolo dell’azienda stiamo utilizzando l’IA generativa per migliorare e semplificare la vita dei clienti»
e che nuovi agenti basati su IA «arriveranno presto, e molto velocemente». Questa contraddizione evidenzia un divario di responsabilità: l’IA viene presentata come un elemento trasformativo per gli investitori, ma come un fattore marginale quando si tratta di riduzioni del personale.

Il modello di business di Meta: tra investimenti in IA e necessità di tagli

Meta (Facebook) si trova di fronte a una scelta difficile: ridurre drasticamente altre spese o iniziare a far pagare agli utenti. Il ricavo medio annuo globale per utente si attesta tra i 13 e i 14 dollari, con picchi di 68 dollari negli Stati Uniti e in Canada. Poiché la crescita più rapida avviene nei mercati dell’Asia-Pacifico e nei paesi in via di sviluppo, è probabile che questo valore diminuisca ulteriormente.

Considerando l’impegno di Meta a investire 600 miliardi di dollari in infrastrutture entro il 2028, suddivisi tra 3 miliardi di utenti, l’azienda dovrebbe generare un ricavo aggiuntivo di 200 dollari per utente all’anno solo per pareggiare questo investimento. Senza contare le acquisizioni aggressive nel settore IA, che aumentano i costi di personale e i futuri licenziamenti.

La matematica è semplice: Meta dovrà trovare nuove fonti di ricavo da una base utenti già satura di pubblicità. Oppure, più probabilmente, taglierà le spese, rendendo ridondanti i ruoli sostituiti dagli investimenti in IA. Le prove di questa accelerazione sono già visibili: Meta sta valutando di monitorare i clic e le battiture dei dipendenti per addestrare i suoi sistemi di IA, un passo che prelude chiaramente all’automazione dei posti di lavoro e ai licenziamenti.

Il mercato azionario e il calo delle offerte di lavoro

Un dato significativo emerge dall’analisi dei numeri: dall’introduzione di ChatGPT nell’ottobre 2022, le offerte di lavoro nel settore tech sono diminuite di un terzo, mentre l’indice S&P 500 è cresciuto del 75%. Questo rovescia i trend storici, dove la crescita del mercato era tradizionalmente trainata dall’assunzione di nuovo personale. Nonostante l’IA non sia ancora diffusa su larga scala, il comportamento delle aziende si è già adattato. Una tendenza che suggerisce un futuro in cui la produttività non sarà più legata all’impiego di manodopera umana, ma all’efficienza dei sistemi automatizzati.