Negli ultimi anni, le università statunitensi stanno registrando un preoccupante aumento dei voti eccellenti, spesso attribuibile all’uso dell’intelligenza artificiale da parte degli studenti. Secondo uno studio condotto dal professor Igor Chirikov dell’Università della California, Berkeley, i corsi in cui l’IA può essere sfruttata per svolgere compiti — come quelli di scrittura o programmazione — hanno visto un’impennata del 30% dei voti "eccellenti" dopo il lancio di ChatGPT nel 2022.

Al contrario, nei corsi dove l’IA ha un’applicazione limitata, come scultura o laboratori pratici, i voti sono rimasti stabili. Chirikov ha analizzato i dati di una grande università texana con oltre 50.000 studenti, senza però rivelarne il nome, sottolineando che il fenomeno non è circoscritto a un singolo ateneo ma interessa tutto il settore dell’istruzione superiore.

Come l’IA sta cambiando le valutazioni

Il professor Chirikov ha evidenziato che l’aumento dei voti eccellenti non è un fenomeno recente: già dagli anni 2000 si registrava una tendenza al rialzo, ma l’avvento degli strumenti di intelligenza artificiale ha accelerato il processo. In particolare, i corsi che si basano maggiormente su compiti a casa piuttosto che su esami in aula sembrano essere più vulnerabili alla "inflazione dei voti". Questo perché, secondo Chirikov, gli studenti possono utilizzare l’IA per svolgere i lavori senza supervisione, ottenendo risultati superiori senza un reale miglioramento delle competenze.

Un altro fattore che contribuisce al fenomeno è la pressione sugli insegnanti: le valutazioni degli studenti, spesso legate a promozioni e avanzamenti di carriera, spingono alcuni professori a essere più indulgenti nei giudizi. "Non esiste una soluzione magica per fermare l’inflazione dei voti causata dall’IA", ha dichiarato Chirikov. "Gli studenti possono già scegliere corsi più facili per ottenere voti alti, e l’IA non fa altro che esacerbare questa tendenza".

Le strategie per contrastare l’abuso dell’IA

Per far fronte a questo problema, alcune università stanno già adottando misure come esami scritti a mano o orali, per ridurre la possibilità di utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale durante le valutazioni. Tuttavia, Chirikov sottolinea che la soluzione non può essere solo repressiva: è necessario ripensare le modalità di valutazione, integrando l’IA in modo responsabile.

"Dobbiamo essere creativi e progettare compiti che prevedano l’uso degli LLM (Large Language Models), ma con una documentazione trasparente da parte degli studenti", ha spiegato. "Non è un processo semplice, ma è fondamentale investire in questa direzione piuttosto che continuare a ignorare il problema".

"L’IA sta cambiando il modo in cui gli studenti apprendono e vengono valutati. Il rischio è che i laureati siano competenti nell’uso degli strumenti di intelligenza artificiale, ma non nei contenuti dei loro studi."

— Igor Chirikov, Università della California, Berkeley

Il futuro dell’istruzione superiore

Il fenomeno dell’inflazione dei voti non è nuovo, ma l’avvento dell’IA lo ha reso ancora più complesso. Mentre alcune università stanno cercando di adattarsi, il dibattito su come bilanciare l’innovazione tecnologica con la valutazione delle competenze reali è ancora aperto. Una cosa è certa: l’istruzione superiore deve affrontare questa sfida con strategie innovative e una maggiore consapevolezza del ruolo che l’IA sta giocando nel processo di apprendimento.

Fonte: Axios