I visori VR Meta Quest, tra i più popolari sul mercato delle realtà virtuale, subiranno un aumento di prezzo compreso tra i 50 e i 100 dollari (circa il 12-20%) a partire dal 19 aprile. L’annuncio, diffuso giovedì, è stato motivato dal «rialzo globale dei prezzi dei componenti critici, in particolare dei chip di memoria, che sta interessando quasi tutti i settori dell’elettronica di consumo, inclusa la realtà virtuale».

Tuttavia, a differenza di altre aziende tech costrette ad adeguare i prezzi per via dell’inflazione, Meta stessa contribuisce in modo significativo all’aumento dei costi. La sua strategia di investimento massiccio nell’intelligenza artificiale sta infatti aggravando la situazione, rendendo più cari anche i suoi prodotti.

Un piano di spesa senza precedenti

Nel gennaio di quest’anno, Meta ha annunciato un piano di spesa in conto capitale compreso tra 115 e 135 miliardi di dollari per il 2024, un balzo notevole rispetto ai 72 miliardi previsti per il 2025 e ai soli 28 miliardi del 2023. La maggior parte di questi fondi sarà destinata all’infrastruttura per l’IA, con investimenti record come i 21 miliardi di dollari recentemente stanziati per CoreWeave (azienda specializzata in data center) e i 10 miliardi aggiuntivi per un nuovo centro dati a El Paso, inizialmente previsto con un budget di 1,5 miliardi.

Le conseguenze per gli utenti

L’aumento dei prezzi dei Quest arriva in un momento in cui il mercato della realtà virtuale sta cercando di consolidarsi. Nonostante l’investimento nell’IA possa portare a innovazioni future, per gli utenti attuali si traduce in un costo maggiore per accedere a una tecnologia già di per sé costosa. La domanda ora è se Meta riuscirà a bilanciare la sua ambizione tecnologica con la sostenibilità economica per i consumatori.