Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato oggi la chiusura dell’indagine penale avviata nei confronti di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. La decisione rappresenta un’inversione di rotta rispetto a un’indagine senza precedenti nei confronti del massimo rappresentante della banca centrale americana.
La vicenda aveva bloccato per mesi la conferma della sua nomina, ostacolata dal senatore Thom Tillis (Repubblicano, Carolina del Nord), che aveva posto il veto fino alla chiusura dell’inchiesta. Ora, con la fine delle indagini, la strada è libera per la sua conferma definitiva.
Le dichiarazioni ufficiali
Jeanine Pirro, procuratrice degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, ha comunicato su X (ex Twitter) la decisione di chiudere l’indagine, affidando nel contempo all’Ispettore Generale della Federal Reserve il compito di analizzare gli sprechi miliardari nei lavori di ristrutturazione della sede della banca centrale.
«Ho ordinato alla mia procura di chiudere l’indagine, mentre l’Ispettore Generale avvia la sua verifica. Oggi è stato chiesto all’IG della Fed di esaminare gli oltre miliardi di dollari di costi aggiuntivi sostenuti dai contribuenti americani», ha scritto Pirro. «L’Ispettore Generale ha il potere di chiedere conto alla Federal Reserve dei soldi dei cittadini. Mi aspetto un rapporto completo e tempestivo, e sono fiduciosa che i risultati aiuteranno a risolvere, una volta per tutte, le questioni che hanno portato questa procura a emettere citazioni.»
Il contesto della vicenda
Powell aveva già reso noto a gennaio di aver ricevuto citazioni per la richiesta di documenti relativi ai lavori di ristrutturazione della sede della Fed, valutati miliardi di dollari. L’indagine mirava a verificare eventuali irregolarità, frodi o false dichiarazioni da parte del presidente della banca centrale in merito a tali spese.