Il consiglio comunale di Monterey Park, in California, ha approvato un divieto permanente alla costruzione di data center all’interno della città. Le autorità locali hanno classificato tali strutture come pubbliche seccature, riconoscendo le preoccupazioni dei cittadini su impatto ambientale e qualità della vita.
Il provvedimento blocca anche un progetto da 250.000 piedi quadrati, già in discussione, che aveva suscitato forte opposizione da parte della comunità. Secondo quanto riportato dal giornalista tecnologico Brian Merchant, durante la fase di consultazione pubblica, i residenti hanno espresso posizioni unanimi:
«Questo tema ha unito persone di ogni orientamento politico. È una questione di qualità della vita. Non permettiamo ai ricchi di rubarci il futuro».
Monterey Park potrebbe essere la prima città statunitense a vietare i data center, ma non è sola. Altri Stati stanno valutando misure simili:
- New York: il governo statale sta lavorando a una legge che sospenderebbe la costruzione di data center per tre anni.
- Maine: un disegno di legge analogo è già stato approvato e attende la firma del governatore.
- Livello federale: la deputata Alexandria Ocasio-Cortez (D-NY) e il senatore Bernie Sanders (I-VT) hanno proposto un bando nazionale fino a quando non saranno introdotte regolamentazioni più stringenti su intelligenza artificiale ed emissioni.
Anche i data center esistenti stanno subendo pressioni. L’NAACP ha avviato una causa contro xAI, accusando la società di violare il Clean Air Act con il suo centro dati a South Memphis.