Simon McQuoid, regista di Mortal Kombat II, si trova immerso in un vuoto blu durante una pausa a Los Angeles. Preferisce così: l’ambiente azzurro che lo circonda ricrea, infatti, il Blue Portal, uno dei segreti più celebri del primo Mortal Kombat II per Sega Genesis.
«Uno degli obiettivi principali era portare le arene dei primi giochi, come Il Pit — dove combattono Sonja e Sindel — o il Blue Portal, su una scala cinematografica imponente», afferma McQuoid.
Le ambientazioni di cui parla il regista, così come i personaggi interpretati da Jessica McNamee (Sonja) e Ana Thu Nguyen (Sindel), sono state progettate per richiamare lo stile dei primi Mortal Kombat, quando i videogiochi erano ancora legati a cabinati arcade e cartucce considerate pericolose da molti genitori. Questa aura di trasgressione rendeva ancora più affascinanti elementi come le sei punte aguzze de Il Pit.
«Trasformare un’arena in un bunker di otto o sedici bit, con punte arrugginite, in una versione reale e imponente, permette di restituire priorità ai personaggi e alle loro storie», spiega McQuoid. «Questo significa molto per i fan».
Rendere il film il più fedele possibile ai giochi originali è stata una priorità per McQuoid, che ha dichiarato a Den of Geek di voler realizzare un lungometraggio che «sembri una versione estesa della scena d’apertura del primo film».
Questa scelta si riflette anche nel Blue Portal: «Nell’originale era solo una spirale. Ho pensato: come possiamo renderlo ancora più bello? Volevo che avesse eleganza, ma anche una scala e una bellezza straordinarie».
Una bellezza che, tuttavia, stride con il rischio di finire su una sega circolare pronta a squarciare il corpo di un combattente. Del resto, in Mortal Kombat, la grazia e la potenza vanno di pari passo con la violenza.
Mortal Kombat II arriva nelle sale italiane l’8 maggio.