Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha annunciato nuove sanzioni contro Cuba, colpendo il suo complesso militare-industriale, i suoi leader e una società statale attiva nel settore delle risorse naturali.
Le misure e i soggetti colpiti
Le sanzioni, rese note giovedì, rientrano nella strategia dell’amministrazione Trump per favorire un cambio di regime a Cuba, una priorità perseguita da anni sia da Rubio che dall’ex presidente Donald Trump.
Le nuove misure si basano sull’ordine esecutivo firmato da Trump a maggio, che mira a colpire «coloro che sono responsabili della repressione a Cuba e rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti». Tra i soggetti sanzionati figurano:
- GAESA (Grupo de Administración Empresarial S.A.): l’impresa ombrello controllata dall’esercito cubano, definita da Rubio come «il cuore del sistema comunista cleptocratico di Cuba». GAESA gestisce ampi settori dell’economia dell’isola, inclusi gli hotel.
- Ania Guillermina Lastres Morera: ex o attuale membro del consiglio di amministrazione di GAESA.
- Moa Nickel S.A. (MNSA): società che opera nel settore minerario e metallurgico cubano. Secondo Rubio, questa joint venture tra la canadese Sherritt International e lo Stato cubano «ha sfruttato le risorse naturali dell’isola a beneficio del regime, a discapito del popolo cubano». Le attività della MNSA si basano su asset un tempo espropriati dal regime cubano a cittadini e imprese statunitensi.
Contesto e reazioni
L’annuncio di Rubio arriva pochi giorni dopo che il Dipartimento di Stato ha iniziato a trasferire personale presso il Comando Sud degli Stati Uniti a Miami, in vista di possibili escalation con Cuba, secondo quanto riferito da una fonte interna. Inoltre, l’amministrazione sta potenziando il centro di preparazione alle emergenze nel sud della Florida.
In una dichiarazione, Rubio ha sottolineato che le sanzioni fanno parte di una «campagna più ampia per affrontare le minacce alla sicurezza nazionale poste dal regime comunista cubano» e per «chiedere conto a chi sostiene materialmente o finanziariamente il regime».
«A soli 90 miglia dalle coste americane, il regime cubano ha ridotto l’isola in rovina e l’ha trasformata in una piattaforma per operazioni di intelligence, militare e terrorismo straniero».
Cosa succederà in futuro
Trump e Rubio non hanno escluso azioni militari e, secondo il segretario di Stato, «ulteriori designazioni potrebbero essere annunciate nei prossimi giorni e settimane».