Il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS) ha presentato un nuovo sito web per i suoi task force urbani, un portale che sembra più un pitch aziendale che una piattaforma istituzionale. Lanciato venerdì, HSTF.gov è stato annunciato inizialmente tramite l’account X dell’FBI con lo slogan: "Non negoziamo. Smantelliamo."

Il design del sito, con font sans-serif simili a quelli di aziende di deodoranti diretti al consumatore o piattaforme di intelligenza artificiale, è dominato da un’immagine machista e apparentemente generata dall’AI: agenti con maschere antigas e fucili d’assalto avanzano in formazione attraverso una nube di gas lacrimogeno. Tuttavia, il sito non menziona ICE, deportazioni o immigrazione. Al contrario, presenta i task force come crociati contro cartelli stranieri, traffico di droga e tratta di esseri umani.

Ma la realtà è ben diversa. Questi task force, nati in risposta a un ordine esecutivo di Donald Trump, sono strettamente legati a operazioni di deportazione e incarcerazione di massa. L’FBI, sul proprio sito, conferma che il DHS ha istituito i Homeland Security Task Forces in seguito all’Executive Order 14159, firmato da Trump nel 2017 con il titolo "Proteggere il popolo americano dall’invasione". L’ordine descrive esplicitamente piani per deportazioni, incarcerazioni e rimozioni di massa di immigrati.

Il nuovo sito descrive i task force come una forza di polizia interagenzie permanente, creata per combattere organizzazioni criminali transnazionali — cartelli, reti di traffico e organizzazioni terroristiche — in tutti i 50 stati e territori statunitensi. Tuttavia, omette un passaggio chiave dell’ordine esecutivo: l’utilizzo di "tutti gli strumenti di polizia disponibili per applicare fedelmente le leggi sull’immigrazione degli Stati Uniti".

Chi c’è dietro il progetto?

Il sito è stato sviluppato da figure legate al National Design Studio, un’agenzia creata da decreto presidenziale nel 2023. Tra i protagonisti:

  • Joe Gebbia, ex dirigente di DOGE e miliardario, membro dei consigli di amministrazione di Airbnb e Tesla, a capo dello studio;
  • Nate Brown, direttore creativo, ex collaboratore di Kanye West, ora impegnato in progetti governativi;
  • Edward Coristine, ingegnere capo del progetto, noto durante l’era DOGE come "Big Balls".

In un’intervista con l’influencer di destra Nick Shirley, Coristine ha descritto il suo ruolo come "un vibe-coder federale", affermando: "Stiamo preparando gli americani per una crescita futura, affinché credano nel sistema capitalistico e vedano come può funzionare per loro". Ha aggiunto di lavorare 14 ore al giorno, sottolineando l’importanza dell’intelligenza artificiale nel progetto.

Il risultato è un sito web patinato che celebra i 8.500 agenti e analisti del DHS sparsi per il paese. Tra gli obiettivi dichiarati: smantellare reti di traffico transfrontaliero, con priorità sui casi che coinvolgono minori. Tuttavia, le operazioni sul campo raccontano una storia diversa: agenti del DHS hanno invaso città lontane dai confini e rinchiuso minori in centri di detenzione.

Una strategia di comunicazione o un'operazione di distrazione?

Il nuovo sito del DHS sembra puntare su una narrativa edulcorata, lontana dalle reali implicazioni delle politiche migratorie dell’amministrazione Trump. Mentre il portale promuove una lotta contro il crimine organizzato, nasconde il vero obiettivo: l’applicazione delle leggi sull’immigrazione attraverso operazioni di polizia su larga scala.

Critici e osservatori sottolineano come questa operazione di branding governativo possa rappresentare un tentativo di normalizzare politiche controverse attraverso una comunicazione studiata per apparire moderna e tecnologica, ma priva di trasparenza sui metodi e sulle conseguenze reali.